L’Europa dei Valori o di vongole, banane e valvole termostatiche?

In questi giorni la retorica europeista è in fase di stallo, ma è vero anche l’opposto: l’euroscetticismo è nelle secche.

La scena è stata infatti presa dall’epidemia e ad uscirne politicamente più danneggiati sono i critici di Bruxelles, non certo i suoi sostenitori. Il mostro tecnocratico a trazione tedesca, però, non ha mai smesso di fare danni. Pensiamo solo all’impantanamento in Bielorussia, con una rivoluzione colorata oramai fallita sempre più difficile da gestire. Per non parlare del finto politico russo (Navalny) miracolosamente resuscitato grazie alla birra ed ai crauti offerti dall’ospedale della Charite a Berlino dove il furbacchione si trova ricoverato.

Stupidaggini geopolitiche a parte, vale la pena, di tanto in tanto, ricordare almeno ai lettori della controinformazione di cosa si occupa QUOTIDIANAMENTE,  la macchina burocratica Ue nel suo trastullo documentale tra gli uffici di Strasburgo e quelli di Bruxelles.

Si sente troppo spesso sostenere, infatti, che l’Europa Unita ha ragione di essere soprattutto per questioni etiche. Nel senso che gli europei sarebbero uniti da valori comuni, che devono difendere e implementare attraverso l’istituzione sovranazionale. A parte il fatto che è tutto da dimostrare che tedeschi, italiani, francesi e spagnoli abbiano gli stessi valori morali, sarebbe interessante vedere cosa fa l’Europa per affermarli, sostenerli e implementarli codesti valori. Al netto della politica monetaria, che è il nodo di tutta la questione, l’attività legislativa dell’Unione merita di essere considerata un po’ più da vicino con qualche esempio.

OBBLIGO VALVOLE TERMOSTATICHE.  Da almeno tre anni, le direttive UE prevedono l’obbligo di valvola termostatica su tutti i termosifoni negli appartamenti in condomini con riscaldamento centralizzato (multe fino a 2500 euro). Nella mia palazzina c’è il riscaldamento autonomo, ma siccome ritengo questa norma VITALE, penso di trasferirmi in un condominio con il riscaldamento centralizzato. Ebbene si, lo ammetto: voglio valvole termostatiche! Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa non pensava ad altro e lo ha anche esplicitato nel Manifesto di Ventotene: “Bordin deve avere le valvole”.

I MAZZOLINI DI MIMOSE. Per la messa in commercio dei fiori esistono degli standard che vengono dalla Ue. A cosa servono? ovviamente «a tutelare le produzioni e il consumatore», dice la Ue. Interessante…, quindi, se io dal fiorario trovo un mazzolino di mimose con pochi glomeruli di colore giallo (perchè questo c’è scritto!!!), allora io – OBBLIGATO A COMPRARLO –  verrei imbrogliato SECONDO STI DEMENTI, e per fortuna che ci sono loro che mi proteggono da questi inauditi soprusi dei malvagi fiorai. L’altra sera, in via Garibaldi a Belluno, ho sentito un gruppo di alpini imbriaghi spolpi che cantava a squarciagola “quel mazzolin di fiori, che vien dalla montagna-a-a-a, e bada ben che nol se bagna, che lo devo regalar”. Le allegre penne nere, però, nella loro canzone, non specificavano affatto di che mazzolino si trattasse, lasciando l’ignaro ascoltatore in preda all’abuso più becero. Il commissario Ue Pierre Moscovici è molto allarmato ed ha annunciato l’arrivo della Troika a Belluno. Io, peraltro, a Belluno di troike ne ho viste alcune, ma molte erano senza la kappa.

BANANE LUNGHE. Secondo una direttiva Ue, la frutta deve avere determinate dimensioni, sennò non esiste. Se la frutta non rispetta parametri UE, si tratta probabilmente di ologrammi di frutta. Clamorosa è la decisione sulle banane, che non possono entrare in commercio se più piccole di 14 cm. Ecco che si spiega così la scelta referendaria Brexit. Molti inglesi, infatti, spettatori fedeli del film «Niente sesso siamo inglesi», hanno tragicamente frainteso. La Gran Bretagna è andata nel panico, ha deciso di uscire da questo schema «Rocco Siffredi» voluto dall’Unione Europea, ma la folta comunità gay anglosassone, amante delle banane giganti, sta protestando energicamente con Boris Johnson.

LE VONGOLE. Non è possibile pescare vongole inferiori ai 25 mm e per fare ciò occorre avere sistemi idonei, come le reti, che devono quindi essere di un certo tipo. La norma è fatta per tutelare le vongole, che rischiano l’estinzione, secondo quello che si capisce. Peccato che la pesca delle vongole con le reti esista da qualche secolo PRIMA della nascita dell’Unione Europea, e, soprattutto, che con questa decisione la vongola tipica italiana si stia ora proprio estinguendo!!! E’ già, cari euristi, perchè la vongola, udite udite, è un animale, non una pianta e, come tale, l’allevamento fa la differenza. Siccome la vongola italiana tipica (la tapes descussatus) non si presta più alle nuove tecniche di allevamento, si sono imposte le vongole che vengono delle filippine, ciccione come piace ai legulei azzeccagarbugli dell’Unione e, soprattutto, simili per dimensioni e aspetto al cervello di Jean Claude Junker.

Ma la cosa davvero interessante di tutta la vicenda è un altro: sono questi i valori dell’Unione? Cioè, oltre all’esperimento economico più demenziale della storia dell’umanità (l’euro), davvero i padri fondatori dell’Europa Unita, Adenauer, De Gasperi, Hallstein intendevano occuparsi dei molluschi bivalvi?

ps, se volete vedere a quale livello di malafede siamo arrivati, date un’occhiata al sito delle presunte antibufale Butac.it dove, nel tentativo di smentire queste leggi demenziali, non si fa altro in realtà che riconfermare che esse sono state davvero promulgate, come se termosifoni, vongole e banane fossero davvero i motivi per cui nacque il movimento federalista europeo di Ventotene. 

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