Ray Dalio punta sulla Cina ora. E come dargli torto?

Ray Dalio è il fondatore, co-presidente e co-chief investment officer del colosso Bridgewater Associates.

di Ray Dalio (versione in inglese QUI)

Fin da quando ho memoria, la gente ha sempre detto che la Cina non può avere successo. Il comunismo non funziona. L’autoritarismo non funziona. I cinesi non sono creativi. Hanno un grosso problema con i crediti inesigibili e la speculazione immobiliare.

Eppure ogni giorno vediamo che la Cina HA SUCCESSO, ed  in modo eccezionale.

Ha raggiunto  le percentuali di casi Covid-19 più basse al mondo. Nell’ultimo anno, la sua economia è cresciuta di quasi il 5%, senza monetizzare il debito, mentre tutte le principali economie hanno subito una contrazione clamorosa. La Cina produce più di quanto consuma e gestisce un surplus della bilancia dei pagamenti, a differenza degli Stati Uniti e di molte nazioni occidentali. Quest’anno quasi la metà delle offerte pubbliche al mondo verrà dalla Cina, inclusa la quotazione da 30 miliardi di dollari di Ant Financial , la più grande mai realizzata. Anche l’auto Model 3 – la più venduta di Tesla – potrebbe presto essere prodotta interamente in Cina.

L’ordine mondiale sta cambiando, eppure a molti manca questa consapevolezza a causa di un persistente pregiudizio anti-cinese. La straordinaria performance della Cina non è nuova. Infatti, a parte il “Secolo dell’umiliazione” (dal 1839 al 1949), la Cina è stata storicamente uno dei paesi e delle culture più potenti del mondo. Negli ultimi quattro decenni i suoi cambiamenti economici sono stati notevoli. Quali che siano le critiche che potresti avere sul “capitalismo di stato” cinese, non puoi proprio per niente affermare che non ha funzionato, anche se magari sei fortemente in disaccordo con il modo in cui Pechino lo ha realizzato.

Quando ho visitato la Cina per la prima volta, 36 anni fa, diedi calcolatrici tascabili a funzionari di alto rango per un controvalore cadauno di 10 dollari. Pensavano che fossero dispositivi miracolosi. Ora la Cina rivaleggia con gli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate e probabilmente assumerà il comando tra cinque anni. Dal 1984, i redditi pro capite sono aumentati di oltre 30 volte, l’aspettativa di vita è aumentata di un decennio e il tasso di povertà è sceso quasi a zero. Nel 1990 è stato lanciato il primo mercato azionario cinese, progettato da sette giovani patrioti che conosco. Da allora, è diventato il secondo più grande al mondo.

Tutto questo per dire che l’ascesa della Cina ha enormi implicazioni politiche, economiche e di investimento. Politicamente, la Cina è diventata una questione importante per entrambe le parti negli Stati Uniti, che temono la sua ascesa, la diffusione dell’influenza globale, e l’America rifiuta il suo modello autoritario e il trattamento delle minoranze come i musulmani nello Xinjiang. La replica della Cina è che è necessaria una mano forte per mantenere l’ordine, che ciò che accade all’interno dei suoi confini sono affari suoi e che anche gli Stati Uniti hanno i loro problemi di diritti umani. Anche la sua sovranità su Taiwan, Hong Kong e altre aree sono grandi questioni oggetto di accese controversie. Nessuno sa come andranno a finire queste tensioni, ma influenzeranno tutti noi.

Nel frattempo, l’economia cinese ha all’incirca le stesse dimensioni di quella degli Stati Uniti e si sta espandendo a un ritmo più rapido, quindi il tempo è dalla parte della Cina. Ha una popolazione in crescita di persone istruite, con circa un terzo delle major universitarie di scienza e tecnologia del mondo, tre volte la quota degli Stati Uniti. Inoltre, produce e raccoglie molti più dati da elaborare con l’intelligenza artificiale. Per molti in Occidente, questo ha un lato oscuro in termini di sorveglianza statale. Ma per molti cinesi ciò rafforza le norme sociali positive, promettendo anche grande efficienza. Un modo per guardare al potere relativo della Cina è che, con una popolazione quattro volte superiore a quella americana, quando il suo reddito pro capite raggiungerà la metà di quello degli Stati Uniti in circa 25 anni, la sua economia varrà il doppio.

Infine, ci sono le implicazioni per gli investimenti.

In qualità di macro investitore globale, penso molto a quanto dovrei investire e dove, guardando ai fondamentali e al posizionamento degli altri. I fondamentali della Cina sono solidi, le sue attività hanno un prezzo relativamente interessante e il mondo è sottopesato in azioni e obbligazioni cinesi. Questi rappresentano attualmente il 3% o meno delle partecipazioni di portafoglio estere; una ponderazione neutra sarebbe più vicina al 15 per cento.

Questa discrepanza è almeno in parte dovuta a pregiudizi anti-cinesi.

Penso che il pregidizio stia per cambiare.

I mercati cinesi si stanno aprendo  agli stranieri, che ora possono accedere almeno per il 60 per cento rispetto all’ 1 per cento nel 2015. I Benchmark nei principali indici sono in aumento . Di conseguenza, mi aspetto che la Cina goda di afflussi di capitali favorevoli che sosterranno la valuta, già ai massimi da due anni, e anche i mercati finanziari.

Tutto ciò mi suggerisce un incremento notevole di “Cina” nel mio portafoglio.

Ovviamente le cose possono andare storte in qualsiasi paese. Pechino potrebbe non mantenere l’attuale corso di riforme economiche, anche se dubito che ciò accadrà. Gli Stati Uniti e la Cina stanno anche competendo ferocemente – alcuni dicono in guerra – sul commercio, la tecnologia, la geopolitica, i mercati dei capitali e la potenza militare. Nessuno può sapere quanto saranno brutte queste guerre, quale paese vincerà o come. Questo è il motivo per cui diversifico e investo denaro in entrambi i paesi. 

A lungo termine, le verità senza tempo e universali determinano il motivo per cui i paesi riescono o falliscono.

In breve, dico che gli imperi sorgono quando sono produttivi, finanziariamente solidi, guadagnano più di quanto spendono e aumentano le risorse più velocemente delle loro passività. Questo tende ad accadere quando la loro gente è ben istruita, lavora sodo e si comporta in modo civile. Confronta oggettivamente la Cina con gli Stati Uniti su queste misure, come riporto in uno studio in corso, e ti accorgerai che i fondamentali chiaramente favoriscono la Cina. 

I pregiudizi rendono sempre ciechi di fronte alle opportunità. Quindi, se sei stato scettico sulla Cina per ragioni che si riferiscono al tuo disaccordo con ciò che sta accadendo lì, ti suggerisco di schiarirti la mente. Allo stesso modo per gli eventi negli Stati Uniti ed il poso dell’America in un mondo che cambia.

La vigilia delle elezioni americane è un buon momento per riflettere su questo.

1 Commento

  1. Antichissimo detto cinese (appunto):

    “Chi parla non sa, chi sa non parla.
    Chi gioca non è serio, chi è serio non gioca.”

    Pongo cortesemente una domanda (aperta): è nato prima l’Uomo o il cinese?

    Pongo anche un’altra domanda (chiusa): l’articolo è una “marchetta”?

    ?
    ?
    ?

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.