Il record 2020 della Borsa va alla Cina. Indovinate chi ha fatto meno 5?

Al solito la stampa italiana si diverte a travisare la verità mescolando cose vere ai silenzi assordanti, ai non detti, agli equivoci. Meglio così: più cretini ci sono in questo paese più aumentano le possibilità di guadagno per chi non crede alla fuffa mediatica partorita dall’oramai ex Belpaese.

E’ infatti tempo di bilanci per i mercati internazionali ed i giornali esaltano il dato tedesco (un modesto +3,8) e l’euforia finanziaria degli indici americani. Poi, mesti mesti, aggiungono che “anche le borse asiatiche sono andate bene”.

ANCHE?

Per un investitore in euro, il guadagno della borsa di Shangai sfiora il 22% contro, giova ripeterlo, un +3,8 di Francoforte, ma, soprattutto, contro un -5% dell’Italia, di Parigi (- 6) e di Madrid (- 14). Si, insomma, l’Eurozona in Borsa ha fatto schifo, ma ti propinano l’unico dato buono dei tedeschi per gettare un po’ di fumo negli occhi.

Il dato cinese, peraltro, poteva essere anche molto migliore, se non fosse stato per lo scivolone di Alibaba proprio a fine anno, conseguito ad un test di controllo del governo di Pechino che si arroga il diritto (sacrosanto!) di controllare un minimo i servizi essenziali come il commercio elettronico. In un solo giorno Alibaba è crollata del 17 per cento e se non fosse stato per questo stress test la borsa cinese sarebbe ancora più in alto. Il che significa, per un investitore accorto, che non si può continuare a guardare solo ai mercati nostrani. Oggi Milano infatti ha chiuso sui minimi, segno che gli investitori se ne sono giustamente fregati dei camion con i vaccini, un miserabile specchietto per le allodole buono solo per gustare l’occhio degli ipocondriaci. La Cina ha avuto il covid per prima, ma come detto registra una borsa record ed il pil – udite udite – che secondo diverse stime dovrebbe segnare un eclatante + 5%.

Secondo la commissione europea (mica pizza e fichi…), il prodotto interno lordo italiano crollerà del 9,5 per cento e quello Ue del 7,5. Il resto sono solo chiacchiere. Anzi, “chiacchiere e distintivo”, tanto per citare un italiano più famoso all’estero di Giuseppe Conte.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.