L’Africa è pronta ad esplodere. L’Europa a sparire

Questa sera in piena crisi di governo, il Presidente del Consiglio ha tirato in ballo il calo demografico che farà letteralmente sparire l’Italia come comunità nel giro di pochi decenni. Tra tante chiacchiere, manovre agorafobiche ed i soliti giochetti di Palazzo, Conte ha comunque individuato quello che sarà il principale problema dell’Occidente.

Nessuna politica pubblica degli ultimi 40 anni in nessun paese occidentale lascia intendere che i governi abbiano un qualche interesse a modificare il trend migratorio. Unica eccezione, la Russia che ha iniziato quantomeno un percorso, un tentativo di risoluzione del problema tramite politiche indirette di sostegno alla famiglia.

Non è solo il nostro calo demografico a prospettare scenari inquietanti.

Immaginatevi infatti che domani mattina si presentino sul soglio di casa vostra 9 sconosciuti che pretendono di entrare e alloggiare nei vostri spazi. Che fareste? Chiamereste la Polizia? Ma se allargassimo questa indigesta eventualità a tutte le famiglie d’Europa, quale sistema di sicurezza potrebbe mai reggere ad un simile urto?

Secondo diverse fonti, la popolazione africana esploderà da 1 miliardo di persone attuali a 3 o 4 miliardi entro il 2100. Se il continente nero si svilupperà come ha fatto la Cina, l’Africa porterà avanti tutta l’economia globale; se però non lo farà e continuerà il suo percorso attuale, allora aspettiamoci nei prossimi decenni la più grande migrazione nella storia umana.

Mentre la Cina – prima di diventare la fabbrica del mondo – aveva già una civiltà plurimillenaria, la stessa cosa non può dirsi dell’Africa. L’immenso continente è purtroppo privo di tecnologie avanzate, di strutture politiche, di ideologie, di laureati. Lo scenario che si prospetta non è certo quello di un boom produttivo e infrastrutturale, ma quello della migrazione di massa, come già si vede da qualche anno sulle coste del mediterraneo tra mille polemiche. Se la Cina era ed è una civiltà organizzata, l’Africa per diverse questioni – storiche, climatiche, coloniali – è l’esatto opposto dell’organizzazione e potrebbe riversare questa plurisecolare inefficienza anche sull’Europa.

In questa efficace infografica, ecco le dimensioni demografiche di ieri (1800) e di domani (2100).

 

1 Commento

  1. Non voglio dire cattiverie, riporto la testimonianza di una volontaria mia vicina di ombrellone. Insegnavano agli africani a lavare e asciugare le stoviglie dell’associazione nelle quali mangiavano; era diventata una prassi. Un giorno li chiamarono a montare una tenda all’esterno; quando tornarono la mattina dopo, ripresero a fare quel che avevano interrotto: asciugare le stoviglie!!
    “… l’Africa porterà avanti tutta l’economia globale; se però non lo farà e continuerà il suo percorso attuale, allora aspettiamoci nei prossimi decenni la più grande migrazione nella storia umana” … ecco, la seconda è quella giusta. Purtroppo, qualunque miglioramento del tenore di vita, nelle zone sub sahariane, si traduce in un maggiore numero di figli.
    Non so se per superficialità o dolo, ma è certo che l’immigrazione sia uno dei problemi più incombenti e sottovalutati, per e dagli europei.
    Quello che proporrei: la sterilizzazione volontaria dopo il primo figlio, in cambio di un percorso di studi accompagnato e completo fino alla laurea.
    Drastico? A me pare peggiore questo buonismo ipocrita che distruggerà l’Europa senza salvare l’Africa: accogliere tutti, per non dare niente a nessuno.

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