Mario Draghi e la MMT

I ruffiani della stampa tessono lodi sperticate (e ridicole) al Presidente del Consiglio in pectore Mario Draghi. Sui social, in direzione oposta e contraria, ciò che resta del sovranismo tira in ballo il panfilo Britannia e si straccia le vesti perché arriva il liquidatore finale.

Se Draghi non è di certo un italiano vero, come Toto Cutugno, stavolta si può valutare una narrazione diversa e più ottimistica perché poco dopo la scadenza del mandato in BCE, Draghi aveva lasciato dichiarazioni curiose, per non dire sorprendenti.

Vediamo di che si tratta

Stando ad un filmato reso pubblico da Bloomberg (questo), Draghi stava rispondendo a domande dei parlamentari sulla distribuzione della ricchezza. Qual è il modo migliore per incanalare il denaro al fine di far crescere l’economia in modo di attenuare le disuguaglianze? Chiesero al nostro eroe. Mentre tutti si aspettavano una risposta sulla lotta alla GORRUZZZZIONE e contro gli sprechi dei luridi Stati-Nazione di ottocentesca memoria, Superman Draghi ha roteato su se stesso più veloce della luce ed ha citato la

MMT

MMT

la MMT di Warren Mosler!

Non è ancora dato sapere, ma con ogni probabilità alla notizia quella volta i Chicago Boys ingoiarono della cicuta, come Socrate. Gli effetti sui corpo non si sono poi visti, ma sul cervello si, a giudicare dai loro profili twitter. Mario Draghi ebbe infatti l’ardire di pronunciare l’acronimo impronunciabile: mmt, la teoria monetaristica moderna che promuove la monetizzazione dei debiti e la piena occupazione tramite investimenti pubblici. A portarla in Italia qualche anno fa ci pensarono il trader Giovanni Zibordi ed il giornalista antisistema Paolo Barnard. In questi ultimi mesi negli Stati Uniti sulla mmt si è aperto un grande dibattito, nel silenzio generale degli stati europei che a causa della loro oramai tradizionale sudditanza arrivano alle cose sempre in ritardo.

Nel citare la MMT, Draghi ha fatto riferimento ad un recente articolo dell’ex vicepresidente della Federal Reserve, Stanley Fischer – già Professsore di Draghi – secondo il quale le banche centrali dovrebbero mettere il denaro “direttamente nelle mani di chi spende nel settore pubblico e privato”.

A questo punto si tratta di capire perchè Mario Draghi ha tirato in ballo la mmt. La risposta a tale quesito è di primaria importanza, posto che a chi scrive pare ovvio che Draghi conosca benissimo le teorie di Mosler, per non parlare della bontà di quelle di Keynes che egli ha appreso da allievo dell’economista Federico Caffè. Secondo i twitter di Giovanni Zibordi, estimatore di Mosler e noto divulgatore di teorie monetaristiche, potrebbe trattarsi di uno sbrocco:

Fino a quando rischiava il posto ovviamente Draghi non poteva dirlo, ma ora che non ha molto da perdere ammette la verità: che la MMT di Mosler ha ragione

Anche se gli elementi per analizzare il sorprendente intervento di Draghi sono pochi, a mio modo di vedere emerge con chiarezza che

  1. la mmt non è più una “strampalata teoria di nicchia”. Ne parla anche Mario Draghi, ex Presidente della BCE
  2. Nel parlarne, Draghi sostiene che sono “nuove teorie”, ma mente, perchè Mosler ne parla dagli anni Novanta, dunque non sono “nuove” e in tutto il mondo da anni si tengono conferenze sull’argomento e pubblicazioni di libri e ricerche

E se invece che una curiosità accademica, il riferimento di Draghi non fosse altro che una preparazione a inedite politiche monetarie? E se queste, semplicemente, si rendessero urgenti e necessarie a causa della nuova recessione? E se, dico “se”, a promuoverla fossero proprio quegli spin doctor che vivono ad oriente del Reno?

L’austerità fa bene solo se massacra Italia, Grecia e Spagna. Se massacra Benelux e Germania, allora, forse è meglio rispolverare Keynes e tutto l’armamentario.

C’è un problema però. Keynes e Mosler elaborarono le loro teorie tenendo conto di banche centrali nazionali, come la Fed o la banca d’Inghilterra, e non tenendo troppo in considerazione l’esistenza di una banca centrale continentale indipendente da un governo nazionale.

Tempi interessanti ci attendono.

1 Commento

  1. Dopo aver letto alcune informazioni aggiuntive sul curriculum vitae del soggetto in questione, sono arrivato alla conclusione che lui appartiene a quella serie di individui la cui dinastia li assegna a portare avanti agende che si tramandano su distanze temporali che noi non riusciamo a concepire. La mia strigente conclusione è che il suo destino era già segnato alla nascita, sì a noi poveri fessi farà anche ridere, ma c’è da rifletterci.
    Quindi viene avviato alla migliore scuola di economia e finanza della sua epoca, ne assorbe i principi, non per farli propri ma per il potere del sapere quindi quando è tempo di agire viene posizionato negli ambiti in cui avrebbe prodotto il massimo del danno alla vittima predestinata, l’Italia.
    Nell’Europa dell’usura dall’alta finanza ha fatto altrettanto ed ha anche manovrato per non far affondare l’euro, il sapere appreso torna utile per gestire le crisi.
    Oggi si appresta per il colpo alla nuca della nazione che gli avrà pure dato i natali, ma che lui riconosce solo come agnello da scannare e da dare in pasto ai lupi del branco a cui appartiene.
    I nani e le ballerine della politica italiana sono solo dei figuranti pusillanimi profittatori, illusi dal potere.

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