La Gotta Continua

Uno delle mie ultimi ricordi di militanza a sinistra risale ai tempi del sindacato. Adoravo essere nel sindacato: firmare contratti che portavano un miglioramento economico ai lavoratori lo trovavo la miglior forma di realizzazione possibile. Figlio di operai ed io stesso lavoratore dipendente, non rinnegherò mai quella fase della mia vita. Purtroppo, per fare sindacato ad un livello decisionale accettabile, in Italia occorre avere a che fare con la sinistra più falsa della storia occidentale, quella che fa riferimento al serpentone metamorfico pci-pds-ds. Per capire come funziona occorre aver visto con i propri occhi la vita delle sezioni, partecipato a qualche congresso, preso la parola in assemblea. In breve, potrei dire che gran parte dei militanti  hanno come caratteristica principale quella di non volersi bene e di farsi le scarpe l’uno con l’altro. Si compattano per gruppi dandosi i nomi più assurdi: “le donne dei ds” (ora sarà qualcosa tipo “le donne del pd”, immagino)”; “i  destri” (fuoriusciti del psi dopo il tramonto di Craxi); “i giovani ds” (ora, temo, convertiti nel più cretino ed efebico “sardine”); “i renziani”; “i dalemiani”; i “centristi” (fuoriusciti della DC dorotea) e avanti così. I fantasiosi nomignoli cambiano a seconda delle sezioni, dei rapporti tra correnti di maggioranza e opposizione congressuale, dell’area geografica, ma credo che ci siamo intesi. Per dirla con Bersani: è st’acqua qua.

Con le improvvise dimissioni dell’ultimo segretario Zingaretti, la crisi della sinistra è tornata di moda nel dibattito italiano. “Zinga se n’è andato perchè il PD è zeppo di cacciatori di poltrone”, dicono i suoi sostenitori. “No, ha scelto di ritirarsi prima del disastro elettorale contro il partito di Conte”, sostengono invece i detrattori.

Qualunque sia il motivo che ha portato Zingaretti a scapparsene dal pd a gambe levate, tutti concordano nel confermare per l’ennesima volta che esiste una profonda crisi della sinistra italiana. Pochi militanti ammettono però il vero motivo di tale declino, che non risiede affatto nei singoli leader, e nemmeno nel carrierismo. Il vero, unico e drammatico motivo della crisi della sinistra consiste nel fatto che è del tutto incapace di emozionare. Il pd è frutto di un percorso storico che ha rinunciato a denunciare le ingiustizie e che si propone solo come grigio amministratore dello status quo. La destra, i liberali, i fascisti, i leghisti e ciò che resta del comunismo, no. Persino i movimentisti pentastellati sanno che per l’impegno politico e la maturazione del consenso è necessario avere un barlume di idea. E la sinistra italiana dalla caduta del muro e dalla crisi della socialdemocrazia craxiana non ha più alcuna idea, non fa provare alcun sentimento e chi si avvicina al partito lo fa solo per paura di altre formazioni politiche, per lo schifo provato nei confronti di altri leader alternativi alla sinistra (Berlusconi, Salvini) o per opportunismo personale. Non c’entra nulla il fatto di portare avanti argomenti razionali e corretti sotto un profilo formale. Ideologie come l’europeismo, ad esempio, indipendentemente dalla loro correttezza, sono talmente astratte da non suscitare emozioni nemmeno in chi le sostiene. Io penso che sia giusto usare la candeggina nel cesso, ma non è con questo argomento (spero) che ho fatto innamorare mia moglie. Tra l’altro, saper candeggiare è di gran lunga più sensato e valido  dell’europeismo.

Per capire il clima che si respira negli ambienti de sinistra vi propongo un breve aneddoto, lontano nel tempo (2007), ma sufficientemente vicino da far capire agli elettori insoddisfazioni, le reali cause del disastro.

Ci fu un tempo in cui ricoprivo una carica importante, quella di segretario provinciale sindacale. Purtroppo, gli impegni famigliari mi costrinsero a mollare (chi pensa che i sindacalisti non lavorino non sa di cosa parla). Prima di lasciare la categoria si convocano le assemblee dei delegati e si fanno riunioni, in modo tale da rendere il passaggio di consegne indolore. I miei capi di allora, prima di iniziare il complesso iter, mi dissero che dovevo fare un periodo affiancato da un altro delegato da me individuato. Una persona che avrebbe dovuto sostituirmi, con probabilità, o perlomeno collaborare fino alla fine della mia esperienza. Il comparto che all’epoca rappresentavo (enti locali, polizia municipale, dipendenti ministeriali e sanità) era costituito da molte donne. I capi del sindacato furono chiari: per la mia provincia, per le dinamiche regionali e per i cazzi e i mazzi che ne conseguivano, la “sostituta” doveva essere tassativamente

donna!

infermiera!

di sinistra!

Quando mi chiesero questo tipo di selezione, a denti stretti chiesi loro: “deve essere anche figa?”

Ecco, anche se l’episodio può strappare un sorriso, credo che esemplifichi bene i problemi della sinistra italiana, da decenni vittima del suo politically correct e degli stereotipi radical chic. Per lor signori alla fin fine, l’importante è non discutere mai e non occuparsi mai delle due uniche cose per le quali la sinistra è nata,

ingiustizie sociali e lavoro!

Come diceva Corrado Guzzanti imitando Fausto Bertinotti, “alla sinistra sono rimaste solo la difesa degli omosessuali e la protezione di alcune felci”. Bè, a meno che qualcuno non speri di batter chiodo dopo aver fatto outing in zone tropicali direi che è un po’ pochino per provare emozioni forti.

Continuate, continuate così e, soprattutto, state sereni.

4 Commenti

  1. La conclusione dell’articolo mi ha tolto le parole di bocca.
    Chi non è annichilito da ideologie e partiti presi, un’emozione tuttavia la prova: la rabbia. E direi che il sussiego per la sofferenza dei molti e l’arroganza politicamente corretta, dietro cui nascondono la vergogna, suscita una rabbia piuttosto vibrante, almeno proporzionale alla loro arroganza.
    Se la dissonanza cognitiva non avesse inghiottito la ragione ai piddini, comprenderebbero che sono le loro menzogne imposte come verità, ad incitare l’odio.

    • Proprio la rabbia è quello che vogliono evocare: solo così possono instaurare una dittatura di diritto, mentre di fatto lo è già.

      …ma nulla possono questi contro lo Spirito, e cadono nella loro trappola.

  2. Sono passati dall’operaio incazzato in piazza, alla checca imbellettata che accavalla le gambe nei salotti; il clou delle proteste di piazza è rappresentato da una sardina ebete, affacciata alla tenda nel giardino di papà, che si lamenta del linguaggio scurrile di Salvini.
    Gli argomentucoli della nuova sinistra, non solo non appassionano, ma si stanno rivelando modelli fallimentari per il suo stesso eletorato. Credo che siano vicini all’implosione definitiva.

  3. Non sono d’accordo.Il vero, unico, drammatico motivo della crisi della sinistra, spero
    definitiva e mortale, risiede nel fatto che si e’ messa completamente al servizio del
    potere finanziario gestito attraverso la UE.
    La mandria di sinistra ( so di cosa parlo, a 20 anni ero iscritto al PCI ) fatica a svegliarsi, ma persino le mucche si accorgono quando vengono condotte al macello ….

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