La storia americana secondo Putin

Se c’è almeno una cosa che tutti dovrebbero riconoscere a Putin, anche i detrattori, è che gode di una formazione storica e filosofica di primo piano. Anche Emmanuel Macron e Boris Johnson da questo punto di vista non scherzano affatto, occorre ammetterlo, ma si tratta appunto di un podio limitato a questi tre: ve li vedete un Trump o un Biden tirare in ballo con puntualità e competenza letteratura, filosofia e gli eventi più significativi della storia dell’umanità? E, da noi, un Renzi o un Di Maio?

Certo, in America c’è un certo Kissinger, ex segretario di Stato, ma si tratta comunque di eminenza grigia e non di un ex capo di Stato. Ecco, direi che l’eccezionalità di Putin consiste proprio nel possedere una cultura più simile a quella dello spin doctor che quella dell’arruffapopolo. E così, mentre lo stolto mainstream ci mostra il dito degli insulti di Biden, il Capo del Cremlino invece, ci mostra la luna. “La storia degli Stati Uniti – ha detto – si è macchiata di orribili crimini, dal genocidio dei nativi americani alla bomba atomica sul Giappone, passando per secoli di schiavitù”.

Eh si, perchè Vladimir Putin non si è limitato a prendere per i fondelli Joe Biden – che in una recente intervista gli dava dell’assassino – replicando con un fanciullesco “specchio riflesso, chi lo dice sa di esserlo”, ma ha messo il dito nella piaga della cultura americana. Non possiamo infatti continuare a confondere la storia con la propaganda, e la storia ci dice che l’America è stata liberale solo nell’anno del signore 1776, quando ha dichiarato la propria indipendenza. Poi, ha smesso. E giova ricordare che quanto ricorda Putin lo abbiamo letto tutti, nei libri di scuola, ma poi fingiamo che non sia accaduto niente, preferendo produrre ogni anno tonnellate di film su Hitler, libri sui lager e documentari sulle tragedie dell’Unione Sovietica, mentre altrettante gravi malefatte dell’umanità passano vergognosamente in secondo piano.

C’è poco da leggere Frederick Jackson Turner sul mito della frontiera o le riflessioni di Arthur Schlesinger Jr sui padri fondatori americani perchè le chiacchiere stanno a zero: come ha ricordato Putin in replica al neoeletto presidente, gli europei giunti in America hanno sterminato decine di milioni di nativi, hanno schiavizzato milioni di africani uccidendone un gran numero durante la tratta oceanica e proseguendo nelle persecuzioni e nell’apartheid fino agli anni Sessanta del secolo scorso (quindi ben dopo la vittoria sul razzismo nazionalsocialista). Ciliegina sulla torta, Putin ha anche ricordato le bome su Hiroshima e Nagasaki, ribadendo ciò che tutti sanno, e cioè che furono atti bellici militarmente inutili e incomprensibili, e quindi derubricandoli a crimini di guerra. Ma il capolavoro arriva nel finale, quando Putin tira in ballo il movimento Black Lives Matter come esempio di cattiva coscienza che grava sulle responsabilità della cultura americana e creando così un cortocircuito dialettico proprio in quell’area politica che ha strumentalizzato il movimento afroamericano per far vincere Biden.

Quando va in visita ai governatori degli stati federali, Putin regala libri dei pensatori russi Berdjaev, Solovev e Ilyn. Gli ultimi Presidenti a stelle e strisce, non me ne stupirei affatto, qualche albo della Marvel.

3 Commenti

  1. Non fu “liberale” neppure nel 1776. Ben lo scoprirono le centinaia di migliaia che dovettero fuggire in canada per restare fedeli alla corona senz essere uccisi dai vincitori.

  2. Bell’articolo.
    Ed elogi a Putin che ha osato dire la verità sulla doppia morale della “superpotenza” elettasi modello di civiltà

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