MANIFESTO

lee “Non basta avere ragione, ci vuole anche qualcuno che te la dà”. (G. Andreotti).

Micidial.it è un progetto politico e culturale. Per agevolarne la lettura si procederà per punti sintetici.

1. L’autore del sito interviene quotidianamente e da diversi anni sui social e sui principali blog politici ed economici del Paese, ma pur riconoscendo a molti di questi il merito di proporre analisi e soluzioni originali sulle questioni affrontate, non si sente rappresentato da nessuno di essi e non ritiene che dette soluzioni e analisi siano adeguate a soddisfare le più elementari esigenze di giustizia e felicità. In primo luogo, perché i progetti proposti  online nascondono come scopo finale soprattutto quello di vendere un qualcosa e solo in via residuale quello di trovare verità e valori; in secondo luogo, perché nella blogosfera internettiana ai consigli di investimento e analisi tecnica i siti economico-finanziari  accompagnano considerazioni politiche sul ruolo del Mercato decisamente di stampo conservatore. In qualche modo, esattamente come la politica e gran parte dell’opinione pubblica, i blog finanziari ed economici sono convinti, a prescindere, che il mercato sia un TUTTO più importante delle parti che lo compongono, cioè più importante degli uomini che lo organizzano, lo frequentano e lo promuovono, totemizzando una divinità che sarebbe invece molto diversa – e probabilmente migliore – senza tale pletora di adoratori e cani fedeli.

Nel sito si proporranno dunque analisi il quanto più possibile scevre dal manicheismo del Dio Mercato, ma senza indulgere MAI (importante) al moralismo sdegnato e all’intellettualismo etico di chi il mercato non lo conosce, lo evita come la peste, non rischia mai le proprie fatiche investendo eppure ne giudica ex cathedra comportamenti e risultati.

Postilla: se qualcuno si sentisse a disagio per le poche espressioni latine o citazioni varie presenti sopra e in seguito sappia che non è intenzione di chi scrive adottare un linguaggio aulico o professorale appositamente. Gli avvocati Azzeccagarbugli di manzoniana memoria non ci piacciono. Tuttavia, la lingua di riferimento del sito è l’italiano e la cultura umanistica è una bussola dell’autore, pertanto se ritenete i servili anglicismi che quotidianamente adottiamo superiori al latino e all’italiano non siete graditi qui.

2. Chi legge un sito di economia vuol trovare soluzioni a determinati problemi (dove investire? quando? quanto? come sopravvivere ad una crisi strutturale? Come dar da mangiare ai figli in caso di depressione o guerra? Ecc. ecc. Micidial proporrà risposte a queste e ad altre domande con la modalità del magazine online, ma la parte strategica prevarrà su quella previsionale. E’ mia convinzione, infatti, che non sia possibile fare previsioni perché l’economia non è una scienza esatta, come la matematica. Quindi, pur utilizzando la matematica, sarà la strategia, accompagnata da storia e filosofia a condurre le scelte, gli studi, le proposte e non la cabalistica previsione. L’esperienza suggerisce, infatti, che le scelte d’investimento debbano essere accompagnate da una visione d’insieme in grado di prevedere tutti gli scenari possibili.

Postilla: per ovvie ragioni, non tutti i post conterranno indicazioni strategiche e spesso si farà più riferimento a notizie e tecniche utili per noi, ma il tema della tattica e della strategia rimarrà sempre lo sfondo d’eccellenza del blog.

3. Micidial propone la filosofia non solo perché è utile ai fini strategici, ma anche perchè essa conduce a una visione del mondo. Nel nostro caso sarà una visione del mondo dinamica, nel senso che il sistema dei valori individuato sarà si un riferimento comportamentale, ma modificato e modificabile assieme alle nuove conoscenze acquisite nel corso del tempo. In linea di massima, si può affermare qui che la visione filosofica che proponiamo non si accompagna nè al relativismo né all’assolutismo valoriale, cogliendo quanto di più logicamente corretto e funzionale pare esserci in entrambe le posizioni. Hegel sosteneva che la filosofia è il proprio tempo appreso con il pensiero; pertanto, risulta impossibile non dedicarsi alla finanza, cioè allo snodo evidente della contemporaneità. A tal proposito, la visione ideologica oggi imperante promuove un pensiero unico in economia e non c’è nulla di più distante da quanto proposto qui.

Il pensiero unico, cioè la convinzione matematico-religiosa di seguire LA VERITA’ in campo economico e sociale, sbaglia infatti due volte. In primo luogo, perché ritiene che un qualche algoritmo (o legge) arrivi a dare conto dei meccanismi economici. Se questo fosse vero, per esempio, i vari soloni stipendiati dalle università sarebbero in grado di guadagnare i fantasilioni di Zio Paperone ogni secondo e semplicemente comprando o vendendo prodotti finanziari sui mercati con un clic del mouse. In secondo luogo, il pensiero unico in economia induce alla rinuncia, perché avvallando una fasulla dottrina deterministica, toglie all’uomo la possibilità di fare il mondo, cioè di modificare la realtà pensandola e facendola attraverso la prassi storica. Riesumando Fichte (ma anche Gentile) si può dire che la realtà esiste SEMPRE in quanto mediata dalla coscienza umana. Il mondo oggettivo esiste sempre come esito di un porre umano che si situa nella storia e nella prassi umana.

Postilla: se non avete capito questo ultimo passaggio è solo perchè siete ancora particelle subatomiche che compongo la materia, ma ancora non potete modificarla mediante vibrazioni, cioè energia. Tuttavia un giorno capirete, oh se capirete!

4. Il pensiero unico (che combattiamo qui) non va solo a svantaggio del gruppo sociale, ma anche del singolo. Per questo prevarranno gli articoli pratici sulle dissertazioni teoriche. Non è per noi possibile essere felici e giusti senza essere prima emancipati. Non è possibile dare una risposta collettiva ai problemi sociali e realizzare una dottrina politica se come singoli ci troviamo in condizioni di sofferenza. E per affrancarci dal bisogno non basta dichiararsi indipendenti dal sistema dei bisogni imposto dall’ideologia consumistica, occorre anche non subire le pressioni dei propri cari, non avere debiti, costruire il mondo senza dover chiedere il permesso o l’aiuto a chi si sovrappone a noi per questioni di censo, ruolo sociale o istituzionale o semplicemente per motivi di natura giuridica. In altre parole, per essere liberi e felici dobbiamo progettare una indipendenza anche finanziaria ed economica e in misura individuale. Il saggio stoico riteneva di essere libero sia che si trovasse in prigione sia nel caso fosse un Re (liberi in catene e liberi sul trono). Per noi NO! Per noi, se ti trovi in catene non sei libero. Micidial lavora in questa direzione, cioè nella direzione della liberazione dalle catene. Le catene possono essere materiali (disoccupazione, stipendi umilianti); psicologiche (non posso fare questo o non posso sapere quest’altro perché ho dei limiti); catene culturali (l’inglese è una lingua indispensabile; l’euro è una moneta a cui non possiamo più rinunciare ecc. ecc. ecc.).

5. Non sono qui per vendere niente. Il sito serve per sviluppare ed organizzare dei materiali (cosa più difficile e demotivante se fatta offline). Ci si propone di costruire una nuova filosofia dell’emancipazione e di smantellare il pensiero unico in economia. Chi utilizza gli articoli, le analisi ed i materiali ma non è d’accordo col profilo del blog è ugualmente ben accetto, ma siccome per sentire delle prediche privilegio la messa (cantata), i maleducati verranno inevitabilmente bannati.

Postilla1: ho scritto che non si vende niente qui, quindi niente abbonamenti, login, segnali a pagamento, servizi premium, magliette della salute et similia. Tuttavia, è evidente che se domani scrivessi un’opera magna – chennesò – sulla sessualità dei molluschi lamellibranchi bivalvi e la vendessi su amazon, allora mi sentirò libero di segnalarlo anche qui (tranquille cozze, per il momento mi limiterò a farvi bollire nell’acqua salata)

Postilla2: se qualcuno vuol scrivere sul sito articoli o commenti o postare video è ben accetto. Siccome è a casa mia, dovrà però scontare la censura (ovvvove! ovvove!) e nel caso di una collaborazione continua e assidua bene sarà condividere a grandi linee il presente manifesto.

Insomma, per dirla con il grande Warren Buffett:

“se devo prendere una decisione di gruppo, mi guardo allo specchio”.

 Massimo Bordin

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*