Il Dilettante Rocky Varoufakis Contro Apollo Troika, il Professionista

Dai che forse è la volta buona. Il ministro delle finanze greco è in queste ore sotto attacco mediatico in occidente; il presidente dell’eurogruppo, l’impronunciabile Jeroen Dijsselbloem, ha infatti definito Varoufakis un “dilettante”. Mario Draghi, il Griso delle banche europee, ha lasciato intendere che si tratta di un “perditempo”. Insulti che per tutti i blogger del web metterebbero i greci e il loro leader Tsipras in ulteriore grossa difficoltà. Per noi di Micidial – che riteniamo l’uscita della Grecia dall’eurozona l’unica possibilità di salvezza per il popolo ellenico – si tratta invece di un buon segnale. Ma sentiamo cosa dice l’agenzia mainstram Ansa in questo momento.

“Parte del problema nel negoziato con Atene è rappresentato dall’interlocutore dell’Eurogruppo, cioè il ministro Yanis Varoufakis, che perde sempre di più la fiducia dei colleghi. Cresce la frustrazione dei ministri nei confronti del responsabile greco delle finanze che continua a “non fare interventi ma vere e proprie lezioni”.

Ahahahaha!!! Lo scrittore di gialli Carlo Lucarelli direbbe: “paura eh?”

Yanis Varoufakis ha un mandato elettorale da rispettare ben preciso che prevede la fine dell’austerità, da un lato, e il permanere nell’euro, dall’altro, il che è come dire che un pugile vuole mandare al tappeto Mike Tyson e allo stesso tempo lo deve fare senza toccarlo nemmeno di striscio. Con un simile, demenziale, mandato elettorale, cosa volete che faccia il povero Varoufakis per far finire la crisi greca? Deve far in modo tale che la troika, cioè l’unione europea e la banca centrale Europea, si trovi costretta a cacciare i greci dall’eurozona e dall’euro. Solo così Varoufakis, che conosce molto bene come funziona l’economia, potrà contraddire il mandato degli elettori greci e dire: non siamo noi che usciamo dall’euro, ma ci hanno cacciati loro. Ora proviamo con una moneta greca, non volevamo, non è colpa nostra, ma di quei cattivoni.

Non dimentichiamoci mai . MAI – che Varoufakis è un amante delle strategie, in particolare conosce a menadito la teoria dei giochi di Nash, il dilemma del prigioniero, ecc. ecc. Non vi è modo qui di esporre una teoria matematica come quella dei giochi poiché si basa su matrici di matematica appunto non intuitive, ma per chi vuol mettere in piedi una strategia contro questi mostri, la scelta di farli innervosire, confondere e far prendere a loro decisioni che ci fanno comodo, è la scelta migliore e Varoufakis sta facendo esattamente quello che ci aspettavamo. Siccome però questo tipo di strategia è nota, dubitiamo che funzioni contro questa macchina da guerra antidemocratica che è la troika. Comunque va dato atto che Varoufakis non ha scelta. Ripercorriamo le tappe della strategia, in sintesi.

Scopo della strategia: fine dell’austerità in Grecia e cioè fine della disoccupazione elevata delle supertasse e dei tagli alla spesa.

Strumenti: uscita dall’euro, nazionalizzazione bancaria e stampa di moneta propria. Default verso le banche straniere non in euro, ma in moneta greca.

Tattica diplomatica: richiesta di un piano Marshall da parte della Bce a fondo perduto (ahahahaha). All’ovvio diniego (ovvio perchè la Bce è nata per fare l’opposto dei piani Marshall) si risponde con continue, settimanali richieste di soldi, per non andare in default completo. In cambio? Nessuna fottuta riforma… le abbiamo già fatte e non sono servite.

GE NIA LE

Varoufakis sta facendo l’unica cosa possibile anche se controintuitiva: li sta prendendo per il culo!!! Questi se ne accorgono e lo insultano sperando – questa si che sarebbe una vittoria della troika – che il governo greco sia costretto a sostituirlo con un Padoan qualunque.

Oggi è il giorno della resistenza, che sia un augurio per i greci contro la feudalizzazione economica europea! Se i greci dovessero farcela, magari introducendo una doppia moneta, sarebbe un esempio di liberazione da seguire subito. Ovviamente i primi a uscire saranno i francesi, anche quella volta contro Hitler capirono prima di noi e non vedo perché stavolta non dovrebbe essere ancora così.

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