L’Inverno del Nostro Scontento è Tornato. E parla Cinese

Zero Hedge ne spara una grossa a settimana. Il più importante sito anticonformista d’America ci ha abituati ai tono complottista riuscendo a prendere il meglio di tutti i guru finanziari di Wall Street senza però davvero dirci niente di chiaro. Una raccolta fornita di studi e di pareri competenti, ma sovente troppo diversi tra loro per fare da bussola.

Stavolta però pubblica una notizia ufficiale che non è passata per i i giornali mainstream: la Cina sta vendendo titoli di stato americani come se non ci fosse un domani.

Ricapitolando: c’è una notizia ufficiale che i giornali più importanti non danno; in sordina, ma neanche tanto, ci pensano quelli di Zero Hedge. Da farsela addosso dalla paura se è come penso.

E cioè: i cinesi hanno finalmente capito che “fuori casa” non c’è più tutta la trippa per gatti di questi ultimi anni: ergo, occorre rilanciare la domanda interna.

Anche se i cinesi non lo avessero capito ed anche se non ci fosse un piano in tal senso (pfui!), questo storicamente è successo sempre in economia, anche quando i cinesi eravamo noi.

Pensiamo solo all’Italia di Giolitti (primi 15 anni del secolo scorso) o all’Italia del secondo dopoguerra. Non c’era più la necessità impellente di importare tutto da fuori e abbiamo cominciato a produrre da soli; poi ad esportare e finalmente ad arricchirci come popolazione (l’automobile, il frigo, la casetta ecc).

Questa dinamica economica propria dei paesi emergenti è nota e riguarda tutti, fu così anche per gli stati uniti nell’ottocento  e poi si è tenuta in piedi a colpi di Roosvelt (New Deal) e poi con il neocolonialismo americano delle portaerei in ogni oceano.

E non c’è nessun motivo per il quale non debba accadere anche per la Cina la stessa cosa OGGI.

Ma in Cina c’è un problemino grosso come una casa, anzi, come un continente: la Cina ha bisogno di soldi, ha bisogno di più liquidità per investimenti ed in valuta che conta, non è che può solo stampare nella situazione in cui si trova di ridimensionamento del proprio pil. Quindi che fa il governo cinese tramite le proprie istituzioni?

Vende il debito americano che, come sa anche Nonna Papera, la Cina si è comprata in questi anni per alleggerire gli states e i processi di globalizzazione.

Cosa potrà succedere? Quale scenario pare il più probabile?

Non ne ho idea: c’è che parla di scoppio del mercato obbligazionario (effettivamente in bolla); chi di balzo dell’oro;  chi ancora parla di un QE molto più grande dei precedenti; chi di crollo azionario in stile 2008.

Una cosa però la possiamo pensare in modo legittimo: se a vendere i tresury bond in misura massiccia è la Cina, nulla sarà più come prima (si chiama rima baciata).

Come abbiamo ripetuto fino alla nausea: le politiche espansive basate su moneta fiat sono le uniche possibili, ma non sono queste che abbiamo visto negli ultimi anni perché la creazione di moneta fresca è rimasta interamente dentro il circuito finanziario e non è MAI andata all’economia reale. Se questa massa monetaria si riversasse incautamente e tutto di un colpo dopo la deflazione potrebbe arrivare la più importante guerra valutaria della storia umana, con conseguenze imprevedibili.

 

 

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