Putin, la Tattica ed il Terrore

Kalashnikov
Kalashnikov

Perché i russi stanno vincendo la loro partita militare in Siria? Al di là del nostro tifo, della simpatia o dell’antipatia o del senso di appartenenza, occorre avere un occhio attento alle strategie e alle tattiche in atto. Dall’analisi di queste strategie e tattiche si possono tracciare nuovi scenari economici futuri, valutare le proprie azioni e scelte con maggior consapevolezza.

Ora, possiamo credere anche che Putin sia belzebù, ma rimane fuor di dubbio che il leader russo abbia spiazzato tutti, agendo con velocità e coraggio e soprattutto senza trasgredire le norme del diritto internazionale. La Siria è un paese con un governo riconosciuto ed un Presidente eletto, le forze che vi soppongono non lo fanno con la propaganda, ma con la forza e le esecuzioni sommarie. Dunque la Russia, paese alleato, su richiesta di Assad è intervenuta. Nessun illecito internazionale.

Ora aspettiamo con trepidazione la mossa americana, consapevoli di un dato: a Obama e compatrioti non interessa nulla del terrorismo islamico. Interessa solo rovesciare Assad e portare quella delicata area del medioriente sotto il controllo Nato.

Sulla strategia di Putin molti hanno scritto in questi mesi. La si può sintetizzare dicendo semplicemente che Putin mira a implementare la leadership di Assad in un’area nevralgica del mondo.

La strategia però ci illumina solo sulla pianificazione politica in vista del fine (confermare e rafforzare l’amico Assad, per l’appunto), ma non dice nulla sulla tattica. E nessuno o quasi ne ha ancora parlato.

La tattica è la modalità di intervento sul territorio che i russi stanno utilizzando.

Al giornalismo occidentale manca il foglio del “come”, insomma, per riprendere la storica imitazione che Maurizio Crozza faceva del manager Luca Cordero di Montezemolo.

Putin ha fornito i militari che stanno intervenendo di nuove regole d’ingaggio.

Aha. Sorpresi vero? In altre parole, Putin ha fornito tramite i suoi generali disposizioni offensive diverse da quelle tradizionali.

Secondo le regole d’ingaggio della Nato, si tenta di colpire chirurgicamente il nemico per annientarne i mezzi. Il bombardamento intelligente delle forze aeree americane ed europee, dalla prima guerra del Golfo in poi, si è prefissato l’obiettivo di annientare uomini armati, il loro potenziale bellico, i loro rifugi ecc.

I russi, invece, stanno puntando anche ai luoghi di culto ove si predica la jihad

La jihād offensiva, recita wikipedia, “è l’intraprendere una guerra di aggressione e conquista contro i non-musulmani al fine di sottomettere questi e i loro territori al dominio islamico”.

Bene. E allora i russi bombardano quelle moschee dove si predica la jihad offensiva.

L’esperto militare Franco Iacch di difesaonline è l’unico finora ad averlo scritto chiaramente:

lo Stato islamico ha annullato la preghiera del venerdì nella città siriana di Raqqa e svuotato le moschee per paura degli attacchi aerei russi… giovedì scorso, una moschea nella città di Jisr al-Shughour, catturata dai ribelli islamici all’inizio dell’anno, è stata rasa al suolo.

Dopo la medievale rappresentazione di uomini sgozzati a favor di telecamera e di bambini rapiti, in medioriente è iniziato il vero terrore: quello per i russi.

Con buon pace di Obama e degli alleati europei che, privi di una strategia chiara, non possono avere una tattica parimenti efficace.

 

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.