Iella Yellen vende. Grisù Draghi compra

La Banca Centrale Europea e quella americana (la Fed) si muovono di comune accordo. I due responsabili – Yellen e Draghi – si comportano entrambi come il draghetto Grisù, perennemente intento a domare gli incendi che egli stesso ha provocato. Se non capiamo questo non capiamo niente.

Di cosa hanno bisogno oggi gli americani? Che qualcuno gli compri i Treasury Bond in modo massiccio! Ovviamente questo non si può dire e quindi come i più abili prestigiatori, Yellen e Draghi puntano il dito verso qualcos’altro, in modo che noi non vediamo ciò che sta sotto e che ora conta davvero: l’acquisto di titoli di stato americani (e tedeschi) da parte nostra. Il dito ingannatore è dunque ora puntato verso il QE solo che mentre gli americani lo hanno sospeso qualche mese or sono, il testimone è passato ora all’Europa e dunque a Draghi che aveva lasciato intendere un’accelerazione della stampa di denaro. Ieri ha deluso le aspettative e quindi le borse sono scese. I mercati godono come un porco se le banche centrali stampano denaro, questa l’abbiamo capita tutti e ieri ciò non è avvenuto secondo le aspettative.

L’altra operazione annunciata, tuttavia, quella sul tasso di interesse, è molto più interessante da analizzare (rappresenta ciò che sta sotto…appunto).

COME FUNZIONA IL TASSO DI INTERESSE

Le banche europee depositano il loro denaro presso la Bce e questa operazione viene effettuata in base al rispetto di regole che richiedono determinate garanzie per l’erogazione del credito. Per il fatto stesso di dover depositare liquidità presso la Bce le banche possono

A) ricavarne un premio

oppure

B) subirne un costo.

Ne ricavano un premio se la politica della Bce ha disposto un tasso superiore allo 0. Ne subiscono una perdita se la Bce ha disposto un tasso inferiore allo 0.

In che “fase storica” ci troviamo?

In questo momento i tassi sui depositi presso la Bce sono negativi. Rendendo negativo il tasso di interesse sui depositi, le banche non sono stimolate a parcheggiare il loro denaro presso la Bce, dato che devono pagare per lasciar lì i soldi.

In linea puramente teorica, dunque, in questo momento gli istituti di credito non hanno interesse a lasciare troppa liquidità presso la Bce. Se fino a l’altro ieri il tasso era – 0,20% ora Mario Draghi lo ha ulteriormente abbassato a – 0,30%. Facendo i conti della serva questo significa che le banche avranno da oggi costi ancora maggiori nel lasciare soldi depositati presso la Bce.

Se leggiamo i commenti in giro e le analisi tipo sole24ore, vediamo tanta retorica su questo. Si dice in soldoni che se le banche hanno meno interesse a parcheggiare liquidità alla Bce e allora la useranno per fornire prestiti ad aziende e privati.

BALLE!

Il vero motivo è che ora le banche sono ancora più incentivate a comprare obbligazioni statali, cioè titoli di debito presso stati come Germania e Stati Uniti. Soprattutto quelli degli stati uniti, secondo me, visto che la Yellen – poche ore prima di Draghi – ha fatto capire che dovrà aumentarne il tasso di interesse.

Capite ora perché si sono messi d’accordo?

La Yellen lascia intendere che aumenterà il tasso di interesse, cioè dice che aumenterà la percentuale di interesse sui treasury bond, rendendoli più appetibili. Draghi coglie il suggerimento e afferma che alzerà il costo per le banche che tengono ferma la liquidità. Si tratta dunque di un patto per smuovere i conti depositati presso la Bce

Ovviamente, tutti questi macchinosi sistemi non hanno nulla a che fare con l’economia reale, con investimenti pubblici e credito a buon mercato per imprese e cittadini, ma solo con i grandi investitori finanziari che, come dicono i vecchi qui in Veneto, si danno da bere l’un l’altro come i coppi sul tetto.

Strategie dei “grossi” a parte, tutto questo cosa può significare per il piccolo investitore e per i trader di brevissimo? Bè, che per i ribassisti Babbo Natale è arrivato il 3 dicembre anziché il 25…

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.