Accumulare Azioni per sfruttare l’interesse composto

Mi chiedono come sfruttare appieno la magia cumulativa dell’interesse composto di cui abbiamo parlato nel post “farsi una rendita con l’interesse composto”. Ovviamente, ciò dipende da quale rischio si è disposti a correre poiché il reinvestimeto delle cedole o degli interessi maturati varia a seconda del prodotto e dalla sua rischiosità: è infatti possibile applicare con profitto questa strategia a liquidità (conti deposito), obbligazioni (corporate e statali), azioni, ecc. ecc.

Il problema dell’interesse composto è che molto difficilmente si riesce a sapere su che interesse percentuale fare affidamento. Se prendiamo come esempio i conti deposito, questi fluttuano a seconda del tasso d’interesse deciso dalla Bce. Quindi un anno si può spuntare – chennesò – il 3 per cento, ma l’anno dopo a malapena l’1 se, come è già capitato, la banca centrale abbassa il tasso d’interesse. Quindi la cosa migliore da fare per sfruttare le potenzialità dell’interesse composto in questi anni è quella di cambiare di anno in anno il conto deposito visto che le banche di riferimento puntualmente offrono interessi annui “civetta” allo scopo di attrarre i clienti. Surfando di anno in anno da un conto all’altro e reinvestendo gli interessi maturati si può dunque sfruttare tutta la potenzialità dell’interesse composto. Tuttavia, è ovvio che con i conti deposito attuali, disposti a offrire percentuali poco superiori all’1 per cento, occorre disporre di grossi capitali iniziali per aver grosse soddisfazioni nel tempo. Prenderemo dunque in esame modalità diverse dal conto deposito per sfruttare al meglio l’interesse composto.

In questa puntata, parleremo delle azioni

Mentre scriviamo, il ftse mib di Milano è crollato di oltre il 3 per cento. Viva Viva il 2016 🙂 !!! Quindi non parrebbe proprio il momento migliore per parlare di investimenti azionari. La strategia che proponiamo, tuttavia, si basa su strumenti ETF (cioè prodotti che replicano un “insieme” di prodotti sottostanti, come gli indici azionari, ad esempio) e sulla modalità di acquisto del piano d’’accumulo fai da te; il che significa, per i neofiti, che occorre comprare in periodi prestabiliti con quote prestabilite e senza cedere quando si vede che il prezzo del prodotto individuato cala.

Venendo al pratico: quale strumento della tipologia ETF AZIONARIO si può utilizzare per sfruttare “l’interesse composto e i suoi derivati”?

Poco più di un anno fa, Giacomo Saver di Segreti Bancari (occhio al link sotto)

Piano di Accumulo: Strategie Operative per Investire Oggi

proponeva un Etf in grado di replicare l’indice MSCI WORD, cioè un paniere di titoli azionari a maggior capitalizzazione in Europa, America e Giappone (esclusi gli emergenti, quindi). Noi che abbiamo tenuto sotto stretta osservazione il prodotto non possiamo che concordare con l’advisor di Segreti Bancari.

L’Etf proposto si chiama Db X-Trackers Msci World Ucits Etf, codice IBAN LU0274208692. Il vero vantaggio, tuttavia, non sta solo nella diversificazione. Come molti sapranno, infatti, gli etf che replicano l’indice internazionale Msci Word sono tantissimi. Questo proposto, tuttavia, immette nel circuito del tuo investimento i dividendi che le azioni normalmente conferiscono ai soci. Per dirla in modo ancora più semplice, l’etf Db X-Trackers Msci World sfrutta da solo la strategia dell’interesse composto, anche se in questo caso non si tratta di interessi in senso tecnico, ma di dividendi. Il vantaggio è duplice; da un lato non occorre gestire flussi di cassa intermedi; dall’altro, consente il reinvestimento automatico senza perdere tempo, senza ripensamenti, i cambi di strategia dettati dall’emotività del momento ecc.

Naturalmente, per gestire un accumulo occorre decidere quanto investire e quando, ma questo dipende dalla propensione individuale. Rimane scontato che per poter porre in essere una simile strategia di accumulo è necessario godere di basse commissioni, come quelle offerte dalle piattaforme online, tipo Directa o Fineco. Il Consulente Saver, quella volta, consigliava di investire fette da 2.000 euro per ammortizzare le spesse bancarie e noi ancora concordiamo, ma meglio sarebbe poter aspettare di avere a disposizione cifre anche più elevate.

NOTA BENE: Il reinvestimento automatico dei dividendi non garantirà nessun profitto se, tuttavia e come spesso capita, le borse scendono a rotta di collo. Per questo, chi decide un simile piano di accumulo deve collocarsi in un un’ottica pluriennale, meglio sarebbe quinquennale o decennale. L’etf preso in considerazione, comunque, non è l’unico appetibile per questa strategia. Bello sarebbe fare uno studio per esempio, sugli etf azionari ad alto dividendo come GLDV.MI, EUDV.MI, EMDV.MI).

Confrontiamo i grafici dell’indice Msci Word e dell’etf proposto qui

msci db

Ahahahah, non vi dicono nulla vero? Bè, allora dovete fidarvi: in un anno (il 2015), l’indice ha guadagnato il 5,43%, mentre l’etf che lo replica MA che reinveste i dividendi (secondo grafico) ha fatto l’8,03%. Sul sito di borsaitaliana troverete dati nel dettaglio.

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