Come Investire sul Petrolio

Parto da un vecchio convincimento: sul petrolio non si investe, si fa trading di posizione usando ETC o Futures  con a monte un’analisi grafica adeguata della situazione. Questo lo dico perché gli strumenti legati al petrolio pur consentendo di replicare il bene sottostante, il petrolio appunto, soffrono di meccanismi complicati e costosi che ne ostacolano l’accumulo. Quindi molti chiedono sui vari forum e anche a chi scrive se esista una modalità di accumulo del petrolio nel lungo termine. Queste richieste sono legate al crollo che il petrolio ha subito negli ultimi mesi, soprattutto per motivi legati alla domanda dei paesi emergenti (in calo!), ma anche per questioni geopoliche (l’Arabia Saudita che butta l’oro nero sul mercato come non ci fosse un domani per fregare i russi). E’ quindi legittimo chiedersi se sia possibile accumulare petrolio per anni, confidando in un rialzo del petrolio visto che ora è quasi ai minimi storici e come tale “a sconto”. E’ arcinoto, infatti, che molte società di estrazione sono sull’orlo di una crisi di nervi tanto basso è arrivato il prezzo. Per molte realtà, estrarre non conviene nemmeno più.
Come si diceva, però, un piano di accumulo sul petrolio non è facile da realizzare per effetto del Contango
Senza impazzire troppo su questi tecnicismi, basti sapere che etc e futures sono contratti e quindi hanno delle scadenze. Chi vuol investire per un lungo periodo sul petrolio usando questi contratti dovrà dunque vendere poco prima della scadenza anche se vuol tenere lo strumento. E’ un apparente paradosso: alla scadenza devo vendere il prodotto per poi ricomprarlo con un nuovo contratto. Ciò significa,  di norma che il future successivo costerà un po’ di più del future che sta per scadere.
Questa situazione, in generale,  è detta Contango.
(La situazione inversa, è detta BACKWARDATION). In situazione di Contango può accadere piuttosto facilmente che dopo il “cambio” (detto roll dai tecnici),  il nuovo future scenda di prezzo per allinearsi ai future più prossimi alla scadenza. Ciò vuol dire che l’ETC Long di norma perde valore nel tempo ed è soprattutto per questo motivo l’ETC NON È strumento da cassettista.
Come scrive magistralmente il trader Maurizio Mazziero della mazzieroresearch:
“Riguardo al piano di accumulo di medio termine bisogna considerare il forte effetto contango della curva forward del petrolio.
Il Roll Yield in questi giorni (seconda metà di dicembre 2015) è negativo per circa 1-1,1 dollari al mese, che corrisponde a questi prezzi del petrolio (35,5 dollari) a circa il 3%.
Il risultato è che, a parità di condizioni, fra un mese occorrerebbe una performance di almeno il 3% per iniziare a guadagnare, fra due mesi almeno il 6% e così via; in capo a un anno occorrerebbe un recupero dei prezzi di quasi il 40% per riuscire solamente andare a pareggio.
Sebbene non sia impossibile da questi prezzi ottenere un rialzo del 40%, non è possibile prevedere quando ciò possa accadere; poiché come abbiamo visto il dover attendere in un investimento commodity costa, l’idea brillante di costruire un piano di accumulo avrebbe alte probabilità di tramutarsi in una cocente delusione”
TUTTO E’ PERDUTO, DUNQUE? E’ davvero impossibile profittare di questi prezzi bassi e accumulare petrolio fino all’agognata rinascita?
Se seguiamo l’accumulo su etc e futures la risposta è purtroppo positiva: i costi sono troppo alti ed il rischio di perdere si amplifica indipendentemente da una ripresa di quel mercato.
Ma l’alternativa esiste, eccome, e si basa sui titoli azionari legati a questa materia prima.
Il terzetto Eni , Shell e Chevron, per esempio, ha replicato piuttosto fedelmente nella storia passata e recente l’andamento del petrolio ed i dividendi arrivano puntuali. Non è poco.
Con le azioni, ovviamente niente contango backwaradation e supercazzole varie
Anche in questo caso, tuttavia, potrebbe rivelarsi pericoloso concentrare tutto il piano di accumulo su una unica azione societaria, visto che singolarmente incidono molto fattori interni – e si veda il caso Saipem. Tuttavia, osserviamo questo grafico che incrocia il Crude, prodotto finanziario derivato che replica il petrolio e che è quotato a Milano, con la nostrana tradizionale Eni.
Si può subito notare che i due prodotti, quello soggetto a contango e quello no seguono un andamento simile. Per curiosità, potrete riprovare l’incrocio anche con altre società petrolifere come Chevron per esempio, e valutare quale mix di azioni fa al caso vostro

contango

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