Beni rifugio? Il settore alimentare non risente delle crisi

E adesso che si fa? Con le obbligazioni che sappiamo tutti come sono messe e le azioni capaci di farti saltare le coronarie, i riflettori si spostano verso strumenti più performanti, come i certificati. Comprendere a fondo questi prodotti e strutturarli per la distribuzione agli investitori – tuttavia – non è da tutti: occorrono abnegazione e tecnica in primis, ma anche una buona “visione d’insieme” di ciò che stanno attraversando i mercati finanziari. Ecco perché ci pare piuttosto convincente la logica sottesa al certificato realizzato dalla svizzera Rodnik che è legato all’andamento delle società non-cicliche per antonomasia, quelle alimentari. Il Ceo della società – Paolo Oliveri – illustra attraverso il suo Blog la logica del certificato nato da poche settimane e ci spiega personalmente perchè ad un mese dalla quotazione si tratta ancora di una buy opportunity

oliveri⌈La Borsa è in panico?
Si teme un nuovo 2011, addirittura un 2008?

La corsa ai beni rifugio, il “fly to quality” verso asset più sicuri rispetto all’ azionario in generale  è una conseguenza logica e scontata.

L’ oro, le valute forti, le obbligazioni di ottimo rating ma che hanno interessi negativi…

Valutiamo però anche, nell’ ambito azionario, segmenti particolarmente difensivi, perchè NON CICLICI.

Quando il ciclo economico (Rallentamento della crescita dell’ economia globale, petrolio basso)
e quello finanziario (settore bancario in crisi, politiche di tassi negativi che finora sortiscono  limitati effetti, forti dubbi di un impatto negativo sull’ economia per via dell’ appena iniziato aumento dei tassi in USA) perdono colpi:

cerchiamo un settore NON CICLICO, cioè che non risenta di questi rallentamenti.

In ogni fase economica e finanziaria non si rinuncia al cibo ed alle bevande.

Per questo la scelta è caduta sul “FOOD AND BEVERAGE“, selezionando quattro colossi multinazionali:

Nestlé,  Kraft Heinz,  Unilever,   Mondelez.
 
Su questi 4 titoli è stato strutturato un Certificato quotato alla Borsa Italiana, segmento Sedex.
Può quindi essere acquistato in qualsiasi banca, con taglio minimo di 1.000 €.Questo è l’ universo delle multinazionali del Food & Beverage:

Sono titoli tipicamente difensivi e non ciclici: quindi, anche in caso di rallentamento dell’economia globale o di ribassi dell’ azionario, sovraperformano gli altri settori, beneficiando del “fly to quality”, per cui questi titoli molto sicuri vengono comprati in caso di tensioni.

L’ idea di investimento è stata infatti quella di svincolarsi da eventuali rallentamenti nel ciclo economico affidandosi a titoli di multinazionali presenti in oltre 200 paesi, che commercializzano ogni tipo di bene alimentare che non risenta di eventuali congiunture negative.

I marchi che distribuiscono sono consolidati e famosissimi, leader di settore.

1)  Nestlè 

è una corazzata: dal 2010 il titolo è quasi raddoppiato, continua a distribuire lauti dividendi, ha reagito molto bene anche alla crisi dell’ estate 2011, perdendo molto meno della metà rispetto agli indici azionari.
Marchi più conosciuti: Acqua Panna, San Pellegrino, Buitoni, Nespresso, Nesquik, Perugina, Kit Kat.

Ecco il grafico di Nestlè dal 2011 ad oggi:

Anche nella terribile estate 2011, che ha molte analogie col periodo attuale, Nestlè – seppur con un comprensibile noise derivante dall’ alta volatilità dei mercati – non ha risentito molto dei ribassi.

Ha poi proseguito fino ad aumentare il proprio valore di oltre il 50%, con una ottima equity line i cui momentanei ritracciamenti sono spesso coincisi con lo stacco dei cospicui dividendi annuali, crescenti anno dopo anno – dividendi che vanno ad aumentare ulteriormente il rendimento.
Dividend yield del 3,11 % annuo.

2)  Kraft Heinz

è il recente prodotto della parziale fusione del gigante Kraft con la Heinz, produttrice
del celebre Ketchup USA, sotto la regia di Berkshire Hathaway, la compagnia di Warren Buffett.
Come tutte le azioni “dividend aristocrat” del “Oracolo di Omaha” distribuisce dividendi alti e crescenti nel tempo.
Marchi più conosciuti: Kraft, Heinz Ketchup, Philadelphia, Plasmon, Mayonnaise Kraft.
 
Ecco il grafico di Kraft Heinz, fin dalla sua comparsa sui listini, nell’ estate 2015:
Come si addice ad un colosso non ciclico, è – e continua a rimanere – in una trading range tranquilla, insensibile ai guai della Cina o delle banche.
In meno di 9 mesi ha già distribuito dividendi per 1,7 USD,  di questo titolo lo rende ancora più attrattivo e robusto.
Dividend yield del 3,19% annuo.

 

3) Unilever

ha resistito eccellentemente  alla crisi del 2011, ha distribuito dividendi crescenti nel corso degli anni, con una quotazione più che raddoppiata in 5 anni.

Marchi più conosciuti: Knorr, Algida, Lipton, Calvé, Flora
 
Ecco il grafico dal 2011 ad oggi:
 
 
 

Insensibile alle turbolenze del 2011, è in una trading range fin dalla scorsa estate.Tiene comunque con facilità il prezzo ed ha un ottimo dividend yield del 3,21 % annuo.

4)  Mondelez

è un nome relativamente nuovo, ma nasce dallo spin off di Kraft Foods ed include brands miliardari e famosi.
Marchi più conosciuti : il cioccolato Milka, Toblerone e Cote D’Or, i biscotti Saiwa e Oro, i formaggi Philadelphia e le Sottilette, il caffé Hag e Splendid, le caramelle Halls, i chewing gum Trident, , i biscotti Tuc, Fonzies, Cipster, Ritz.
 
Ecco il grafico, dalla sua apparizione nel 2012, ad oggi:
 
 
In costante rialzo di medio periodo, ha quasi raddoppiato il suo valore, perdendo un pò di momentum solo negli ultimi mesi, rimanendo comunque su livelli eccellenti.
Dividend yield: 1,70% annuo.
 
 Struttura del Certificato:

Abbiamo strutturato il certificato in maniera difensiva, in modo che il sottoscrittore percepisca un rendimento anche in caso di ribassi.
Infatti, nel caso di una recessione o di ribassi azionari, questi titoli soffrirebbero meno, ma le loro quotazioni sarebbero seppur in parte influenzate dal ribasso generalizzato.
Viceversa, anche in caso di ribasso, il Certificato paga ugualmente un rendimento cedolare.
Il Certificato distribuisce ogni anno una cedola del 6%, indipendentemente dalle quotazioni dei
titoli, proteggendo tale cedola alla condizione che il ribasso di un titolo non superi il 30%.
Questi titoli non hanno mai perso più del 14 %, quindi l’ evenienza di un ribasso più che doppio è remota.
Ma anche in tal caso, la cedola non sarebbe perduta: data la presenza dell’ effetto memoria, tutte le cedole verrebbero pagate non appena il titolo risalisse sopra la barriera del 70% rispetto al suo prezzo iniziale (barriera bonus): di fatto la cedola verrebbe con ogni probabilità solo rimandata.
L’ osservazione dei prezzi avviene solo una volta l’ anno (stile europeo) e non in modo continuo, mettendo al riparo da eventuali effimeri ribassi.
Esaminiamo i tre casi : ribasso, quotazione invariata, rialzo:
1) Ribasso dei titoli:
 
fino ad un ribasso del 30% viene pagata una cedola annua del 6 %.
Quindi dopo 5 anni, anche in caso, ad esempio di un ribasso del 25%, si avrebbe un guadagno del
30% (5 cedole annue al 6%). Chi avesse investito 100 si troverebbe 130. 
Chi avesse investito direttamente nei titoli, pur difensivi, si troverebbe 75.
 
Il capitale viene rimborsato integralmente a scadenza, a condizione che il ribasso, al quinto anno, non sia maggiore del 40%: situazione estremamente improbabile per titoli solidi e difensivi.
In ogni caso si potrebbe contare sul guadagno dato dalle cedole, che ridurrebbero la perdita (sotto il 60% registrato all’ osservazione della fine del quinto anno verrebbe rimborsato il valore nominale) rispetto all’ investimento diretto nei titoli.
2) Quotazione invariata:
 
Viene pagata una cedola annua del 6 %.
Quindi dopo 5 anni si avrebbe un guadagno del 30% (5 cedole annue al 6%) anche se i titoli non salissero.
3) Rialzo dei titoli:
 
se i titoli salgono, il sottoscrittore, oltre alla cedola del 6%, riceve un bonus supplementare del 3%. Guadagna quindi il 9% annuo ed il titolo viene richiamato (Phoenix autocall).
In tal modo, anno dopo anno, si mette al sicuro l’ eventuale guadagno supplementare ed il sottoscrittore è libero di reinvestire capitale più cedole, senza rischiare una inversione di tendenza di titoli che sono saliti.
La durata del certificato è di 5 anni (salvo richiamo anticipato) con liquidità giornaliera.
Potete ottenere la documentazione esplicativa , il prospetto informativo ed il codice ISIN scrivendo a:
p.oliveri@rodnikfinancial.ch
 
di Paolo Oliveri – CEO – Responsabile strutturazione Certificati
Rodnik SA

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