Ribasso sugli indici mondiali. Una ipotesi

Il mercato azionario statunitense, al netto dello stop del 2008, per la prima volta negli ultimi sette anni ha chiuso su base settimanale al di sotto del suo principale canale di tendenza al rialzo. Il significato di una tale rottura tecnica non può essere sottovalutata: l’indice più osservato e tradato oltreoceano, l’SP500, presenta un canale al rialzo netto dalla fine della crisi mutui subprime. Ora questo canale è stato rotto al ribasso su base settimanale. Perchè non dovrebbe tecnicamente essere un segnale di cambio di direzione del mercato? In un modello di trend rialzista, questa figura lascia spazio all’arrivo degli orsi.
Confrontiamo la situazione attuale nel mercato azionario degli Stati Uniti con il top osservato nel 2007, cioè prima del grande crollo del 2008 rubando sfacciatamente i grafici a quelli di Goldeagle
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Nell’analizzare il mercato che ha come riferimento temporale il 2002-2008, si segnalano i seguenti punti principali:
• Una tendenza pluriennale chiaramente definita in aumento, perfettamente contenuta da due linee di tendenza in aumento parallele mostrate in blu. Mentre la linea di tendenza è stata penetrata brevemente una sola volta nel settembre 2011, il mercato ha rimbalzato rapidamente e mai ha registrato una stretta settimanale al di sotto di questo livello.
• Un vasto periodo di oltre un anno che ha formato il top del trend rialzista.
• Una rottura della linea di tendenza più bassa su base settimanale.
• Continua la debolezza, seguita da un rimbalzo alcuni mesi dopo che ha colpito la linea di tendenza, ma questa volta dal lato negativo.
• Dopo il retest fallito, un calo costante.
• Il crash.
 Ed ora, ritorniamo al presente:
Se infatti continuiamo con il confronto 2002-2008, ci ritroviamo al punto 3 individuato sopra. Si noti che questo non significa che il mercato azionario si trova ad affrontare un crash imminente; però dovrebbe voler dire che stiamo osservando un importante cambiamento di tendenza. Un cambio di tendenza moderato che potrebbe anche seguire un rimbalzo nei prossimi 6-9 mesi. Se questo segnale di “cambiamento di tendenza” si conferma valido, eventuali rimbalzi non riusciranno a chiudere al di sopra della linea di tendenza rompendola in maniera significativa.
Se ci sarà o meno un crash, è comunque importante considerare le implicazioni di questo cambiamento di tendenza.
In America, come segnalano i gold bugs statunitensi dello stampo di Christopher Aaron, si può puntare i riflettori sul comportamento PSICOLOGICO degli investitori che – giovanissimi – sono entrati nei mercati finanziari dopo il 2008.  I laureati o più in generale i lavoratori che sono entrati nella forza lavoro dopo il 2008 e poi si sono trovati con un reddito da gestire per la prima volta nella loro vita, che cosa sanno? Sanno che il mercato azionario cresce, anno dopo anno, in un modo tutto sommato  prevedibile. Questa è la loro realtà finanziaria. la loro “storia” di investitori. Fa paura, lo so, ma assomiglia davvero tanto all’atteggiamento mentale che avevano gli americani PRIMA del 1929.
Ora, dopo sette anni di crescita, che cosa accadrà se il mercato azionario dovesse rimanere piatto per i successivi sette anni? O se il mercato dovesse buttarsi al ribasso netto per un periodo equivalente? Questa nuova classe di investitori avrà il loro intero paradigma mentale compromesso. E allora, come risponderanno?
 Sarà affascinante osservare questo, consapevoli che ciò però non riguarda il mercato italiano e la nuova generazione di investitori nostrani visto che il FTSE MIB non è in up trend storico manco per il beeeeep.
 

 

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