I Soldi non dormono mai: la miglior strategia buy and hold

Mi ha scritto in privato un anonimo chiedendomi se a parer mio esiste una metodologia di investimento fai da te che implementa il capitale investito senza bisogno alcuno di monitoraggio. Gli ho risposto che le dinamiche in gioco sono troppo vaste e complesse per portare ad una risposta affermativa e quindi ho glissato con le solite scuse: ci possono essere in futuro guerre ora non prevedibili (come quando le borse in Europa rimasero per la gran parte del tempo chiuse nel secolo scorso); i drawdown improvvisi legati ad eventi esterni (dalla bomba atomica agli attentati terroristici in stile torri gemelle); una iperinflazione in grado di bruciare il capitale anche a seguito di brillanti risultati in percentuale conseguiti sull’investimento. Come non ricordare la Repubblica di Weimar dal 1919 al 1923, quando il marco tedesco subì un’inflazione del 663 per cento?

Tuttavia, è bene osservate che tutti questi eventi catastrofici appena elencati hanno avuto nella storia recente dell’economia di mercato un cursus piuttosto breve. Le guerre non hanno superato i 5 anni, l’iperinflazione i 4, le torri gemelle e gli attentati in generale non hanno effetti duraturi, ma una valenza poco più che settimanale. Allora mi è venuto alla mente un ragionamento che diversi anni or sono proponeva l’advisor e scrittore Francesco Caruso e che storicamente testato ha dato prova di una certa robustezza.

Un investitore che non necessita del capitale da investire per immobili o emergenze varie e non necessita nemmeno del capitale come fonte di rendita, ma vuole “stivare” piuttosto il suo capitale per dormire sonni tranquilli spuntando denaro plus al mercato farebbe bene a valutare l’acquisto di tutti e 4 i principali asset di riferimento: materie prime, oro (o metalli preziosi correlati al biondo metallo in generale), azioni, obbligazioni.

Per la verità, l’analisi che forniva Caruso era un tantino diversa ed entrava nello specifico di ciascun asset. Come ripreso anche in un articolo del Sole24Ore, per l’investitore indipendente di Cicli&Mercati è statisticamente interessante un portafoglio composto al 25% da titoli di Stato area euro con scadenze 1-3 anni, il 25% da titoli con scadenze 7-10 anni, per il 25% dall’oro (in euro) e per il 25% dal Dax (azioni tedesche).

Noi invece riteniamo questo schema un po’ troppo sbilanciato sul dax e non ci piace la completa assenza delle materie prime, che oggi tra l’altro viaggiano a sconto sui mercati internazionali.

Un investitore che odia le banche, i fondi, i consulenti e vuole fare tutto da sé ma senza la pretesa di avere i risultati subito e che non ama lo stop loss come concetto di trading potrebbe invece pensare ad un portafoglio così costituito:

25% titoli di stato area euro scadenze brevi

25% titoli di stato area euro scadenze 10 anni

20% oro (fisico-lingotti)

20% etf Msci World

10% materie prime

Questo portafoglio, la cui validità è testata nel lungo periodo (10 anni ed oltre) potrebbe fornire risultati MOLTO più interessanti con uno stop loss applicato utilizzando la fatidica media mobile a 200 giorni. Compro l’indice msci quando i prezzi stanno sopra, vendo quando stanno sotto la media. Come da grafico sottostante:

msci

Ma quanto avrebbe reso in termini percentuali la strategia “originaria” 1/4, 1/4, 1/4, 1/4 proposta da Francesco Caruso?

Dipende naturalmente dal periodo considerato. Se prendiamo in esame come punto di partenza il 2007, anno pre-crisi, la strategia buy and hold basata sui 3 asset; obbligazioni, oro e dax avrebbe reso il 6,75% con un drawdown risibile nel 2008 (il 4%), annus horribilis della crisi.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.