Draghi: la Bce non lavora per la Germania! Micidial: si, ma neanche per gli altri europei…

Le parole di Draghi che ha tuonato contro la Germania sono rimbalzate sui tabloid tedeschi come una bomba e la risposta della Merkel è sembrata a più di un commentatore come quella di una bambina docile che è appena stata sgridata dal maestro. Insomma, per tornare a metafore più berlusconiane, la Merkel è diventata una culona chiavabile (almeno da chi stampa i soldi e come tale comanda). La crescita nel settore dei servizi e settori di fabbrica della zona euro, però,  non è migliorata in questo mese, non riuscendo a rispondere significativamente  all’ultima botta di stimoli della Banca centrale europea.
In un rapporto mensile, la celeberrima compagnia inglese  Markit ha affermato che il suo indice misuratore della crescita,  il Purchasing Managers Index, ad aprile è andato a 53 punti  ed era a 53,1 nel mese di marzo.
  “L’economia della zona euro rimane bloccata in un canale di crescita lenta”, ha detto Chris Williamson, il capo economista di Markit di Londra. “Un fallimento delle aspettative per rilanciare il business e lo stimolo  dopo l’annuncio della BCE   più aggressiva in marzo è una grande delusione e suggerisce che il ritmo di crescita è modesta e che con scarse probabilità potrà accelerare nei prossimi mesi.”
La crisi maggiore riguarda le piccole e medie imprese e la Francia sta ora come ora dando i risultati peggiori. Eppure, il Bomba Matteo Renzi dice che la ricchezza delle famiglie italiane sta aumentando perché esse risparmiano in modo esponenziale grazie alla paura.
Stavolta il Presidente del Consiglio ha detto una cosa corretta (infatti da domani comincia a piovere…).
Ma di cosa hanno paura gli europei di preciso?
A) di non trovare lavoro (o di perdere quello che già si ha)
B) di non avere una pensione dignitosa (o di andarci a 115 anni).
La Bce su QUESTO dovrebbe fare ammenda e averne un mandato politico. Se non fa questo la Bce non serve a un tubo, con buona pace dei cervellotici economisti sfornati dalla Bocconi di Milano e dalla Luiss i Roma.
Eheeeee, ma il mercato il mercato il mercato… il mercato, bellezza…
Il mercato se c’è una politica, fa quello che dice la politica! Se invece, come ora,  non c’è una politica il mercato fa si che i pesci grossi mangino i piccoli, che tutto sia orientato alle esportazioni  e che – a breve su questi schermi, si ripristini l’istituto della schiavitù.

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