Ankara: “chi ospita Gulen è nostro nemico”

 

Dietrologia o non dietrologia, complottismo o non complottismo, chiunque pensa che sia possibile fare un golpe militare in area Nato, senza il via libera degli americani è un cretino patentato. Anche se è ancora presto per trarre conclusioni ed essere molto precisi, certamente Erdogan in queste ore chiede la testa di Gulen, un politico turco rifugiatosi in Pennsylvania. Nel bosco di Penn (questa la simpatica traduzione di Pennsylvania) in una atmosfera amena e bucolica, vive tra una lettura ed una preghiera il più importante oppositore di Erdogan, Gulen. Non si esclude che il golpe sia una messinscena, ma dalla Turchia giungono immagini molto forti di soldati turchi maciullati dai lealisti, mentre il Presidente Turco se la prende esplicitamente con gli Usa e chiede l’estradizione del rivale Gulen.

Dalla base militare americana in Turchia di Incerlik sarebbero partite offensive contro Erdogan nella notte del golpe e se ciò fosse confermato i dubbi verrebbero definitivamente sciolti: dietro il golpe turco ci sarebbero gli Stati Uniti. Mentre i sospetti si accavallano, comunque, è certa la sospensione delle attività della base americana (manovre anti-isis comprese),  il taglio della corrente elettrica alla base come anche il rifiuto della Merkel a concedere asilo politico a Erdogan. Insomma, molto più che sospetti per complottisti.

In una intervista di Claudio Messora a Giulietto Chiesa in diretta streaming dalla Grecia è emerso che il 10 marzo due ambasciatori USA in Turchia scrivessero sul Washington Post che “Erdogan must reform or resign” ovvero che Erdogan dovesse fare le riforme o dimettersi. Tutto questo, rivolgendosi alle fazioni Khemaliste laiche e specificando che né all’UE nè agli USA tale evenienza sarebbe dispiaciuta.

Perché sposiamo la teoria di un golpe a targa Usa? Perché ne abbiamo visto “solo” qualcuno in sudamerica negli anni ’70 ed in Tunisia, Libia ed Egitto appena 5 anni or sono.

Comunque la si possa pensare, Erdogan in queste ore sta attaccando diplomaticamente gli stati uniti. O si è fumato l’impossibile durante le ore di caos, oppure sa qualcosa che ancora non è trapelato con prove ufficiali.

QUI sotto il video di intervista a Chiesa. L’audio è pessimo, ma vale comunque la pena tirare l’orecchio.

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