Donald Trump, un morto che cammina

I casi sono due: o il candidato repubblicano Donald Trump verrà in qualche modo eliminato (a due giorni dalle elezioni si scoprirà che picchia le vecchiette per hobby o che sua moglie Melanie fa la pipì in piedi ed è in realtà un travestito brasiliano), oppure egli sta mentendo sapendo di mentire e farà la fine di uno Tsipras qualsiasi; predicatore del Bene, ma razzolatore del Male. Eh già, perché l’idea appena presentata da Trump di ripristinare la legge Glass-Steagall potrebbe dare una tale mazzata ai banchieri internazionali da costringerli a fare qualche sciocchezza, in puro stile golpe ucraino. Ne abbiamo sentito parlare di sfuggita quando il prof di storia spiegava a scuola la crisi del 1929 e di Franklin Delano Roosvelt e del suo New Deal, ma cos’è, di preciso, il Glass Stegall Act?

In Italia è tradotta come la legge della separazione bancaria  ed conosciuta nel mondo come Legge Glass-Steagall  in onore dei due congressisti che ci lavorarono nel 1933. In pratica essa impone la divisione delle banche così come noi oggi le conosciamo in due pezzi: da una parte le  banche commerciali (tradizionali), dall’altra parte le banche d’affari.

Dobbiamo pensare a questa vecchia legge del 1933 come ad un massiccio muro divisorio: da una parte le banche dedicate al credito per famiglie e imprese, dall’altra le banche che giocano in borsa con i soldi degli investitori privati, che si assumono il rischio di poter perdere tutti i propri soldi e senza alcun (eventuale) salvataggio dello Stato. In altri termini ancora, le banche private verrebbero costrette a fare quello per cui sono nate: non i gestori e gli stampatori delle valute nazionali, ma istituti di credito per favorire le imprese e le spese delle famiglie. Le banche che invece vogliono continuare a fare speculazione finanziaria potranno continuare a farlo. L’impiego delle risorse monetarie accumulate con profitti e risparmio infatti, mica devono essere destinate esclusivamente al consumo, ma di certo questa pratica non può essere quella dirimente, né tanto meno truffaldina e manipolatoria, come invece capita oggi con la banca “universale”.

Lo ripetiamo? le banche d’affari speculano in Borsa e operano ad alto rischio coi portafogli dei clienti consapevoli. Sono con le mani e con i piedi nella bisca: perché mai dovrebbero essere garantite dallo Stato o comunque dalla Banche Centrali? Oggi, ahinoi,  DEVE invece essere proprio così, perché le banche d’affari SONO ANCHE le banche di deposito dei cittadini (ricordate le vecchie casse deposito e prestito?) e a non salvarle si rischierebbe di mandare tutto a gambe all’aria, come già avvenuto ad esempio con la nota vicenda Lehman Brothers in America, i cui terrificanti effetti si fanno sentire ancor oggi sulla tenuta del sistema economico internazionale.

In altre parole, lo Glass-Steagall farebbe venir fuori allo scoperto gli speculatori politicizzati alla George Soros, che verrebbero individuati dal sistema normativo per quello che sono: privati che si fanno gli affaracci loro, che hanno sempre manipolato per privatizzare i profitti pubblicizzando le perdite e che pertanto, d’ora in poi, dovranno rischiare del loro e non dell’altrui, senza più l’appoggio dello Stato

Interessante, però, è anche capire un’altra cosa, e questa si molto politica.

Come mai – in riferimento alla proposta di Trump – si parla di RI-pristino della legge di separazione bancaria e non di semplice promulgazione?

Roosvelt firma la legge Glass Steagall
Roosvelt firma la legge Glass Steagall

Negli anni Novanta la Legge Glass-Steagall era ancora in vigore, ma venne abrogata e furono abbattuti i muri che dividevano i due tipi di banche.

Fu Bill Clinton (marito dell’attuale candidata Hilary) nel 1999, come ultimo atto formale prima di lasciare la Casa Bianca, a promulgare la legge Gramm-Leach-Bliley Act con cui abrogò le disposizioni della Legge Glass-Steagall che era stata voluta negli anni trenta da Roosvelt per fermare la violenta speculazione, causa primaria della depressione economica.
L’abrogazione ha permesso la costituzione di gruppi bancari che al loro interno hanno consentito di esercitare sia l’attività bancaria tradizionale sia l’attività di banca speculativa e assicurativa. Per amore di verità, occorre dire subito chiaramente che il Congresso all’epoca era a maggioranza repubblicano e che Clinton fu messo in ginocchio. Ma non era la sua stagista Monica Lewinsky?

Monica Lewinsky
Monica Lewinsky

Vabbè, con questa gente si rischia sempre la confusione… ciò che conta è che Trump qui vorrebbe fare una cosa contraria ai banchieri internazionali ed ai principi ispiratori del suo compagno di partito  Ronald Reagan e dell’ultraliberista scuola di Chicago. E già solo per questo meriterebbe maggior rispetto.

 

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