Tassi Bassi? Caliamo gli Assi

Ci sono cose che fatichiamo a metterci in testa. Eppure dobbiamo farlo sia per amor di verità che per sopravvivere. Una di queste cose è il concetto di TASSO NEGATIVO. Per quale motivo le banche centrali stanno abbassando sempre di più i tassi e ora stanno addirittura volgendo in negativo? I tassi di interesse negativo sono essenzialmente una tassa sui risparmi e portano la gente a pensare ad altri modi per immagazzinare la propria ricchezza: terreni, metalli preziosi, tappi di bottiglia, quello che vi viene in mente. “Col tempo – analizzano correttamente quelli di saker.it – il denaro smette di essere considerato come un mezzo necessario, e comincia ad esser visto come un modo inaffidabile per svolgere gli affari”.

Il motivo per il quale si è andati in questa direzione è principalmente che i gestori del denaro non vogliono che la festa finanziaria abbia fine. Le società, gli enti creditizi, gli stati, gli imprenditori, il pubblico retail che non hanno alcun modo di restituire quanto gli è stato prestato dovrebbero ripudiare il debito e dichiarare fallimento. Se lo facessero, il sistema finanziario però subirebbe una scudisciata così violenta che neanche nel sadomaso. Dunque, per mantenere in piedi la baracca chiamata finanza, le banche centrali abbassano i tassi di costo del denaro sotto lo zero, aiutando i debitori falliti di cui si è appena detto a tenersi in piedi.

Tuttavia c’è un problema che potrebbe interrompere bruscamente la festa: il fatto che “qualcuno” (non solo la generica gggènte) pensi di disfarsi dei titoli di stato. Potrebbe accadere per tanti motivi: perché non rendono più. Perché non sono più visti come sicuri. Perché qualche manovratore in stile Soros decide di vendere massicciamente. Il fatto è che questa cosa potrebbe davvero accadere, anche se pareva impossibile fino a pochi anni fa. Conseguenze? Il denaro delle banche centrali, oggi così solido e prezioso in fase deflattiva si rovescia nel suo opposto e diventa carta.

Cosa deve fare chi investe?

1. Tutti consigliano di diversificare e di guardare anche alle azioni anche aumentando il rischio. Noi no. Ciò è secondario: per noi è fondamentale che la liquidità parcheggiata da qualsiasi parte si possa velocemente togliere dal mercato.

2. Costi bassi. E’ fondamentale guardare al basso costo, quindi niente prodotti bancari come fondi comuni, ecc. sì ad etf se puntiamo su azioni; sì a conti deposito, se non sono vincolati e non hanno costi alti

3. Non rimandate acquisti di beni che hanno un valore d’uso per voi. Dovete rifare il bagno? Rifatelo ora. Dovete comprare un garage perché tanto sapete che vostro figlio ne avrà bisogno quando compirà 18 anni? Lasciate perdere lo 0,10 annuo del btp e compratevi quel fottuto garage.

Infine: tenete d’occhio i paesi vicini al vostro (comodi) e sicuri. Per gli italiani io direi la Svizzera. Il collasso economico e culturale in Europa non è più un’ipotesi remota.

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