Capire (davvero) i Derivati

Non si può capire l’economia senza sapere cosa sono i Derivati. Rimango sempre fortemente sorpreso nello scoprire che la stragrande maggioranza delle persone, compreso chi pontifica di economia nella Rete, non sa nulla dei derivati, associandoli ad un misterioso strumento finanziario. Invece è necessario coglierne il concetto profondo. Conviene allora chiarire due aspetti, il primo ha a che fare con l’origine del prodotto derivato; il secondo, riguarda il suo aspetto meramente speculativo.

LE ORIGINI: Senza girarci troppo attorno, dovete pensare ai derivati come a delle assicurazioni. Cosa fade per tutelarvi di fronte ad un imprevisto? Beh, di norma lo strumento preferito è l’assicurazione. Devo andare in un Paese pericoloso? Aspetta che mi assicuro! Possiedo un cane di grossa taglia che potrebbe anche scapparmi dal cortile? Meglio contrarre un”assicurazione! Bene, le assicurazioni si possono fare anche per lo scambio di beni.

Navigando sui siti specializzati di solito si leggono robe così: “i derivati sono strumenti finanziari complessi che, per la loro enorme diffusione sui mercati di capitali – consolidatasi nei primi anni dopo il Duemila – hanno finito per acquisire un ruolo di assoluta centralità nell’intera economia globale. Come si evince dal loro stesso etimo, i derivati non sono titoli muniti di un proprio valore intrinseco bensì derivano il loro valore da altri prodotti finanziari ovvero da beni reali alla cui variazione di prezzo essi sono agganciati: il titolo o il bene la cui quotazione imprime il valore al derivato assume il nome di sottostante”

Ecco che uno dopo aver letto una roba del genere fa finta di aver capito e passa a fare altro.

I derivati sono nati per tutelare in modo efficente DOMANDA  e OFFERTA di un determinato bene.

Facciamo subito un esempio: poniamo che Tizio voglia vendere una casa di sua proprietà e che Caio la voglia acquistare. Solo che Caio è impossibilitato ad acquistarla ora, hic et nunc. Tizio, dal canto suo, vorrebbe essere sicuro di venderla e teme che, rifiutando un confronto con Caio, magari poi non riuscirà più a venderla. Allora cosa si può fare? Beh, un contratto (futures). Stabilendo oggi il prezzo, versando una caparra e firmando un “compromesso” per ottenerne la consegna fisica fra qualche mese, quando dal Notaio ci sarà il rogito e il restante pagamento a saldo, tutti e due gli interessati si tutelano. Tizio ha la vendita in tasca. Caio ha la casa in tasca (si fa per dire …) e inoltre si tutela dalle oscillazioni del mercato sui prezzi delle case.

Versando l’acconto (supponiamo del 10%) non faremo altro che sottoscrivere un “future” sull’immobile in questione.Questa cosa c’era fin dal tempo dei romani, con tutti i dovuti distinguo, e in età moderna questi contratti derivati futures si sono affermati nel 1800 al mercato delle materie prime a Chicago. Perchè proprio nelle materie prime? Beh dai, è facile immaginarlo, perchè fissando subito un prezzo della merce oggetto del contratto ci si tutela dalle oscillazioni di prezzo al quale le materie prime sono molto sensibili.

Beh, ma non è fantastico? Con i derivati classici tutti trovano un buon compromesso! Ma allora, perchè si dice continuamente ripetendolo come un mantro che i derivati sono un disastro e che è una economia di carta e bla bla bla?

IL DERIVATO OGGI (speculativo)

Presto detto: questi contratti derivati possono essere comprati e venduti da tutti, basta avere la liquidità sufficiente per versare dei margini, avere il supporto informatico e il deposito titoli in Banca e via, tutti: investitori retail, grandi banche d’affari, ministeri… TUTTI possono comrpare e vendere questi contratti prima della scadenza del contratto stesso. E, come se ciò non bastasse, questi contratti non si fanno più solo per le materie prime, ma per qualsiasi cosa, dal succo d’arancia ai titoli di Stato.

Facciamo allora un altro esempio per scoprire l’inghippo, liberamente tratto dal compianto economista Nando Ioppolo.

Immaginate di vedere che il vostro vicino trascura l’automobile: la lascia aperta, fuori dal garage anche di notte, con dentro le chiavi ecc ecc. Allora voi, premurosi che non siete altro, andate da una compagnia di assicurazioni RCauto e chiedete di assicurare l’auto del vicino. Stupefatti di ciò, gli impiegati vi diranno che non si può fare!!! Non potete assicurare un’auto che non è vostra. Non è possibile assicurare un bene altrui, men che meno potrete fare due assicurazioni su un bene altrui, e ancor meno potrete fare 10-100-1000 assicurazioni su un bene altrui.

Logico no? Per legge voi non potete assicurare 1000 volte l’auto del vicino…

Ma… e se invece nel mondo di Fantasìa, ciò fosse possibile? Beh, direi che in tal caso VOI sperereste notte e giorno che rubino l’auto del vicino, perchè così ci si intascano 1000 rimborsi.

Tutti quelli sani di mente, voglio sperare, concordano sul fatto che è ragionevole e razionale e “giusto” che non si possano fare 1000 assicurazioni su un bene altrui (e nememno su un bene nostro, per dirla tutta).

Invece – tenetevi forte – in finanza questa cosa si può fare.

Coi derivati voi potete fare assicurazioni anche se non ci sono “i sottostanti”, anche se non ci sono sotto, ad esempio, 1000 auto da assicurare. La legge VIETA di fare assicurazioni su beni che non sono nostri, e tantomeno di farne più di uno. LA LEGGE INVECE NON LO VIETA PER I DERIVATI FINANZIARI

Non avete capito?

… allora non sopravviveremo

4 Commenti

  1. O si che si è capito…
    Il punto è che si sente… dire che di derivati speculativi ce ne sono a vagonate.
    Ma non si riesce a capire e vedere diciamo le loro “quotazioni” visto che se non sbaglio sono fuori dal mercato “””””” LEGALE””””””””””””.

  2. Buoon articolo, comunque, manca un pezzo fondamentale per far capire come i derivati possono essere davvero deleteri.

    Prima parte.

    “Come mai il debito pubblico aumenta di 45 miliardi circa in più di quello che sarebbe il deficit cumulativo, cioè non corrisponde ai deficit annuali sommati ? Perchè il Tesoro ha perso decine di miliardi coi derivati sui tassi, iniziati dal solito Draghi quando era al Tesoro”, Dott. Giovanni Zibordi, consulente aziendale e trader indipendente, 21 ottobre 2018.

    Rferimento: https://twitter.com/gzibordi/status/1054085901125607424

    In breve, le porte girevoli ( quelle utlizzate da Mario Draghi & Company ) fanno miracoli per il banco che così vince sempre.

  3. Buon articolo, comunque, manca un pezzo fondamentale per far capire come i derivati possono essere davvero deleteri.

    Seconda parte.

    “Emorragia da derivati: L’intreccio Tesoro-Banche d’Affari”, a cura del Dott. Alberto Micalizzi per “Coscienzainrete”

    Febbraio 2017

    https://coscienzeinrete.net/emorragia-da-derivati-l-intreccio-tesoro-banche-d-affari/

    Uno dei passaggi più significativi dell’articolo:

    Secondo gli stessi dati di Unimpresa, utilizzati in una recente interrogazione parlamentare, a fine 2015 il totale delle perdite attese da derivati del sistema Italia verso banche d’affari era pari a 160,3 miliardi di euro e corrispondevano al 9,8% del PIL, ripartiti tra imprese (8 miliardi), banche (114,07 miliardi), assicurazioni e fondi pensione (5,7 miliardi), Tesoro (31,3 miliardi) ed enti locali (1,1 miliardi).
    Per avere qualche raffronto, ricordiamoci che il salvataggio di MPS costa circa 8 miliardi, che in questi giorni è in discussione una manovra correttiva chiesta dall’UE di 3,4 miliardi.e che per la tragedia dell’ultimo terremoto Gentiloni ha stanziato 30 milioni! Questi numeri gridano vendetta..

  4. Buon articolo, comunque, manca un pezzo fondamentale per far capire come i derivati possono essere davvero deleteri.

    Terza ed ultima parte.

    Per approfondire il discorso sulle ingenti perdite da derivati subite dallo Stato italiano, vedasi questa serie di ottimi articoli a cura del Dott. Alberto Micalizzi:

    https://albertomicalizzi.com/category/derivati/

    Cordiali saluti e buona domenica sera.

    TheTruthSeeker

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