Come capire davvero i Robot che ci rubano il Lavoro. La Globalizzazione. La Tecnica

Si moltiplicano le preoccupazioni per la tecnologia industriale e le startup di intermediazione che sopprimono milioni di posti di lavoro senza sostituirli con altri di nuovi. Pare proprio di assistere ad uno “switch”, un cambio antropologico, di quelli che fanno la differenza tra il permanere di una civiltà e la sua scomparsa. Molte le incomprensioni sul tema, i travisamenti ed il senso di impotenza. Per capire davvero la Tecnica e ciò che significa per l’umanità meglio far riferimento al filosofo tedesco Martin Heidegger, il primo ad aver compreso in profondità  il fenomento della globalizzazione. Sbagliato, sbagliatissimo, fermarsi alla lezioncina sul liberismo economico brutto e cattivo, perchè se è vero che sono aumentate le disuguaglianze, ciò non significa, tout court, che sia aumentata la povertà mondiale. Il nodo per capire a fondo gli enormi danni che il liberalismo e la globalizzazione stanno facendo all’umanità non sta tanto nel rapporto ricchezza e povertà, ma nella tecnica.

L’uomo, infatti, dalla notte dei tempi si è distinto dagli altri esseri viventi per la sua capacità di trasformare la materia, di organizzare le relazioni e la vita in comune, modificando così, di fatto, la storia. Impensabile la storia senza l’uomo. L’uomo è partecipe e artefice della sua storia.

Heidegger ha fatto vedere come invece la tecnica della contemporaneità ci faccia entrare in un universo che ci sfugge di mano, un nuovo mondo dove l’uomo NON è più artefice del suo destino.

Val la pena dirlo subito: Heidegger è considerato il maggior filosofo del Novecento, ma in pochissimi lo spiegano a scuola e nelle accademie, ed in pochi lo capiscono. Questo succede perchè è un autore molto difficile. Se volete fare un dispiacere ad un amico, regalategli “Essere e Tempo” di Martin Heidegger e con buona probabilità avrete in cambio il suo odio vita natural durante. Fareste prima a regalargli un elenco del telefono … Una cosa però si può facilmente capire dal complesso pensiero di Heidegger: che la tecnica arriverà a togliere all’uomo la scelta del proprio destino.

Perchè? Perchè il mondo globalizzato e liberista non ha un obiettivo preciso, ma ha bisogno della tecnica per sopravvivere.

L’accumulo senza limiti, infatti, ha come unico scopo solo ed esclusivamente l’accumulo senza limiti. E’ un cane che si morde la coda e si può anche paragonare ad un automobile che procede grazie al solo contatto con l’aria. Immaginate di salirvi a bordo, come passeggeri, e che l’auto prenda avvio meccanicamente grazie alla sola presenza dell’aria in virtù di una qualche diavoleria tecnologica e che, quindi, essa non abbia bisogno di carburanti per continuare nel suo moto. L’auto procede e non si ferma più. Non ha un luogo dove andare, non contempla tappe intermedie e, soprattutto, non ha un conducente. A bordo ci siete voi e ci morirete dentro: per noia, per angoscia, per insulsaggine. Ci morirete dentro lungo il corso del tempo, senza mai poter scendere e senza mai andare a sbattere… purchè si vada ….

Quindi, per rimanere all’interno della nostra metafora, per quanto noi possiamo vivere belli pasciuti dentro l’automobile, non abbiamo più alcuna possibilità di condurla da qualche parte e l’abitiamo come un muschio o una muffa: l’uomo non è più alla guida del suo destino. Il problema di Uber o dei franchising demenziali alla Starbacks non si limita al fatto che “tolgono il lavoro ai tassisti”, non riguarda solo la tradizione locale del caffè espresso all’italiana. La chiave di tutta la faccenda è che queste tecnologie non sono decise dagli esseri umani, sono un meccanismo insito nel nostro modo di produrre e di consumare. Per molti versi è come se nascessero da sole. A nessuno frega niente se il prossimo iphone ci migliorerà la vita o meno. Nessuno ci crede. Ma l’iphone arriva senza che noi possiamo farci nulla nè in senso propositivo nè in senso oppositivo.

Detto in modo ancora diverso, con la tecnica contemporanea sparisce la tensione per gli obiettivi. Le industrie devono implementare questo sistema, sennò muoiono. Nel mondo antico, medievale e persino moderno non è mai stato davvero così: un contadino conosceva il carro e conosceva l’aratro. E sapeva “metterci mano” anche se aveva nel tempo dovuto gettare l’aratro di legno per sostituirlo con quello di ferro. Ma chi di noi, oggi, saprebbe mettere mano ad un drone, ad un’auto ibrida, ad un personal computer? Nessuno, almeno non nella sua interezza. Al massimo ci saranno tecnici che ne conoscono una parte, e sempre più piccola. E sempre meno. Ecco allora che l’uomo non domina affatto la Natura, come pensavano Francesco Bacone e poi gli scienziati illuministi, ma è la tecnica che domina la natura (e quindi anche noi). Al contrario dei philosophes settecenteschi, però, la tecnica  non sa il perchè. La Tecnica non ha alcun motivo per dominare il mondo, eppure lo fa.

Paradossalmente, il progresso inteso come miglioramento del futuro non esiste più. Il capitalismo liberista è la nuova religione che ha fatto scattare questo meccanismo. Ecco perchè il progresso tecnico di oggi NON è il progresso tecnico di ieri. Ieri, l’uomo usava la tecnica con un obiettivo, giusto o sbagliato che fosse. Oggi, la tecnica procede da sola, senza scopo, se non quello di implementare infinitamente se stessa. Ogni azienda incrementa la tecnica – Marx forse la chiamerebbe capitale costante – per non morire, ma di certo non per fornire beni o servizi o lavoro.

ps: Per Heidegger la risposta a questo anonimo meccanicismo senza senso doveva essere l’autoritarismo nazista. Ecco, forse, il vero motivo per il quale ci si ostina a non studiare la sua analisi, che però era azzeccatissima!

2 Commenti

  1. Secondo Bordin se il benessere emigra dall’Italia in Germania e Cina e si accumula nelle casse di pochi (cioè delle multinazionali) ciò che conta è che la ricchezza totale sia aumentata. Una posizione che farà felici i tanti massoni nel partito radicale fautori di un mondo privo di individualità e in mano a pochi.

    • Non vedo cosa c’entri questa tua osservazionecon questo pezzo… ad ogni buon conto ti informo che io NON SONO il massimo bordin di radio radicale. abbiamo solo il nome in comune. E per mia fortuna 🙂

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