Sei un Manager? No Puttan Tour? ahi ahi ahi

Le disuguaglianze sono aumentate, ma non la povertà? Affermazioni molto discutibili: alcuni servizi essenziali stanno infatti diventando appannaggio solo dei ricchi. E’ il caso ad esempio delle putt, ehm delle escort, la cui professionalità risulta sempre più esclusiva e a caro prezzo. Sembrano tramontati gli anni in cui gli studenti universitari potevano farsi un giro in auto sui viali e dileggiare le giovani prostitute che popolavano le notti urbane. Ormai la prostituzione si sta trasferendo in appartamento e il famoso “puttan tour” della goliardia è reso sempre più difficile dalla finanza internazionale. Ed i prezzi sono infatti aumentati a dismisura.

Cosa sta succedendo in questo settore strategico?

Semplice, se “i ricchi sono sempre più ricchi” allora le escort possono chiedere più soldi, precludendo l’accesso ai servizi ai meno abbienti. Parimenti, se “i poveri sono sempre più poveri”, in strada le malcapitate dovranno chiedere sempre di meno, ridimensionando però la qualità del servizio alla cittadinanza e aumentando  i pericoli per i clienti. Ergo, tutte vogliono lavorare in casa e chiedere un fottìo di quattrini per le loro prestazioni.

Credete sia uno scherzo? L’analisi è comparsa a spizzichi e bocconi su dagospia, che a sua volta aveva ripreso l’inchiesta da radiocusanocampus.it

Se le prostitute che operano a Roma, per strada o in casa, hanno nell’ultimo periodo abbassato le tariffe per via della crisi, la cosa non riguarda le escort di alto bordo, che invece avrebbero addirittura aumentato la quantità di denaro che chiedono ai clienti. E’ quanto emerge da una ricognizione portata avanti da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, che hanno interpellato tre tra le escort più in voga nella Capitale.

 La prima, russa di 25 anni, opera in zona corso Trieste, quartiere bene di Roma: “Io i prezzi li ho un po’ alzati, prima per un’ora chiedevo 250 euro, ora ne servono 300. Da me vengono uomini a cui il denaro non manca, anzi. Forse potrei chiedere pure più soldi. L’altro giorno è venuto un avvocato che mi ha invitato a passare il primo weekend di maggio a casa sua, in una villa in Toscana. Per stare con lui dal venerdì sera alla domenica sera gli ho chiesto 3000 euro e lui ha accettato. Ed è pure un bell’uomo. Chi viene da me i soldi ce li ha, anche perché io sono categorica già al telefono, sulle tariffe non si tratta, io sono una cosa preziosa e il mio tempo ha un valore”.

Certo, il suo tempo ha un valore, mentre quello di un primario che salva le vite in reparto oncologia un po’ meno, visto che 300 euro per pochi minuti di lavoro esentasse se li sogna! Ecco a cosa ci ha ridotto la crisi: a ri-considerare il mestiere di bagascia …

L’inchiesta prosegue sempre su questo tono, con l’aggiunta di particolari luxury da parte delle dirette interessate:

Preferisco avere due appuntamenti al giorno che dieci, preferisco fare mille euro con due clienti piuttosto che con dieci. E poi chi viene da me non cerca quello che può trovare sulla Salaria con una trentina di euro, vuole calma, relax, l’idromassaggio, giochi di ruolo, tutte cose che costano e che solo alcuni possono permettersi. Anche perché è vero che c’è la crisi, ma è anche vero che a Roma c’è gente che ha un sacco di soldi. Io per un’ora chiedo almeno 500 euro e poi ti devo conoscere, mi devi piacere. Non sono per tutti”.

A questo punto, ai poveracci converrà farsi due conti e, magari, pensare ad un investimento molto oneroso, ma una tantum. No, non mi riferisco ad una moglie, ma a questo:

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