Ich bin ein catalaner

I fatti di Barcellona hanno diviso gli animi molto più di quanto già non fosse. Anche tra gli euroscettici ed i sovranisti italiani le perplessità sono tante, ma si possono riassumere così: i sovranisti italiani temono che le vicende catalane finiscano per rafforzare non l’euroscetticismo, ma il federalismo e, nei casi più estremi, il leghismo. Sono dibattiti vecchi come il cucco: federalismo si, federalismo no. Autodeterminazione si, ma fino a che punto? Stati confederati o centralizzati? Ci si sono già scannati gli Stati Uniti d’America e gli svizzeri, i francesi della gloriosa Revolution e gli italiani nel Risorgimento.

Il dibattito nostrano potrebbe assumere una connotazione fortemente grottesca, se non altro perchè a stigmatizzare l’indipendentismo catalano, qui in Italia, è soprattutto la sinistra, che però ha sempre presentato Barcellona come una sorta di “Bologna spagnola”, cioè come un’area iberica fortemente caratterizzata da amministrazioni socialdemocratiche e quindi politicamente vicine.

Insomma, ci sarebbe davvero da ridere: prima di queste vicende referendarie, lo stato centrale spagnolo era  considerato di matrice franchista, e non andava affatto bene (ovviamente). Ora che i catalani, con la loro forzatura, rischiano di rafforzare seppur indirettamente il leghismo italiano, allora a Barcellona c’è un grosso difetto di aderenza alle regole, e i catalani non rispettano la Costituzione e quindi è logico e giusto che arrivino le manganellate della Polizia.

Non voglio entrare più di tanto nel merito di questa polemica tutta italiana e pre-elettorale, anche perchè sicuramente ci sono ragioni e torti in entrambe le parti coinvolte in Spagna. Amareggia solo un po’ vedere che i figli della rivoluzione francese e/o di quella Russa, si appellino ora ad una presunta legalità codicistica, formatasi sotto cappello Nato dopo la morte di Francisco Franco. Ma capisco e accetto tutto il fastidio che i separatismi possano causare a chi pone come valore l’unione tra esseri umani e critica le derive individualistiche. E mi ci metto anch’io.

Quello che a parer mio nessuno vuol vedere però – nè i sovranisti leghisti nè i sovranisti antileghisti – è che questa strana vicenda va inserita nel contesto europeo e delle sue farlocche istituzioni. Le nazioni – da non confondere con gli Stati – sono delle realtà caratterizzate da lingua, storia e tradizioni in comune. Da questo punto di vista, la Catalogna è una nazione. Una nazione che, per come si è evoluta la storia della penisola iberica, può benissimo rimanere inserita nello Stato spagnolo, ma che rimane una nazione, esattamente come i ticinesi sono svizzeri di cittadinanza, ma con lingua e tradizioni italiane o come gli altotesini sono di cittadinanza italiana, ma di nazione tedesca.

L’Europa invece, non è nè una nazione (non ci sono lingua e tradizioni in comune), nè tanto meno uno Stato, poichè la storia del continente non si è mai diretta verso l’unità, ma sempre verso i distinguo, nè ha mai individuato un “nemico in comune” contro il quale dirigere gli sforzi di unificazione.

Per capire queste mie affermazioni in pieno, come al solito, invito caldamente a riferirsi alla storia. E prendiamo proprio la Spagna, visto che che in queste ore non si parla d’altro.

La Spagna è nata da un matrimonio politico tra Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona. Prima di questo matrimonio combinato, nel 1469, non esisteva nessuna cazzo di Spagna!

Magari non sembra, me ne rendo conto, ma al sottoscritto dà un certo fastidio salire in cattedra e fare il sapientino, ma se questo è agli atti, porca di quella vacca, che ci posso fare? Mentre Francia e Inghilterra sono nate dopo sanguinose guerre chiamate “la guerra dei cento anni” e le vicende di Giovanna d’Arco; mentre l’Italia è nata dopo decenni di lotte tremende denominate Risorgimento; mentre gli Stati Uniti d’America sono nati dopo due guerre, una per l’indipendenza dall’Inghliterra e una tra nordisti e sudisti, la Spagna è invece nata da un banale matrimonio combinato tra due rampolli europei dell’epoca: Isabella, che era più portoghese per natali che castigliana, e Ferdinando II d’Argona, anch’egli imparentato con mezzo mondo, ma certamente più di Navarra e di Castiglia che aragonese…

Vogliamo parlare di Madrid, la capitale? Mentre in Italia, Roma è capitale con un passato arcinoto, e così Parigi per i francesi e Londra per gli inglesi, ecc ecc, Madrid al momento dell’unificazione somigliava più a Vergate  sul Membro che una grande città, e infatti la capitale fu Valladolid per moltissimo tempo, prima che lo diventasse quell’accampamento militare miserabile che era all’epoca Madrid.

Vogliamo parlare dei Re di Spagna, i mitici Borbone? Ma lo sapete che non sono spagnoli manco per niente? I Borbone sono un’antica dinastia francese. Luigi XIV, il famoso re Sole, era un Borbone ed, anzi, fu grazie a lui e alla guerra che intraprese contro la Spagna che i Borbone divennero gli attuali regali di Spagna. Prima dei Borbone, in Spagna, governava una dinastia tedesca, gli Asburgo. Se c’è un Paese, in Europa, dove il concetto di nazione è fortemente distinto da quello di Stato, questo è la Spagna!

Quindi, delle vicende catalane e delle richieste d’indipendenza di Barcellona si stupiscono giusto quelli che non conoscono la storia spagnola e non hanno nemmeno ricordo delle vicende basche e dell’Eta, il movimento terroristico indipendentista che ha smesso di mettere bombe ieri l’altro.

Si può però parlare “anche” di una nazione spagnola?

Si, nonostante tutto ciò che abbiamo detto, si può ugualmente parlare d una nazione spagnola soprattutto in virtù di ciò che fecero Isabella e Ferdinando dopo il loro matrimonio. Gli iberici del XV secolo, infatti, avevano due grandi problemi interni, che minacciavano sia Navarra, che Castiglia, che Aragona e tutti i regni più o meno rilevanti dell’area. Questi problemi interni erano rappresentati dagli ebrei e dai mori. I primi erano i borghesi mercanti di religione ebraica che praticavano l’usura e che vivevano in modo molto diverso sia dagli aragonesi che dai castigliani ecc ecc. Eppoi i mori, che pur essendo dei bravi agronomi e portatori di arte, filosofia e architettura, erano musulmani, cioè avevano abitudini religiose radicalmente differenti da quelle degli spagnoli. Stiamo parlando di intere comunità, eredi dei regni moreschi ed oggetto della Reconquista cristiana. Gli iberici di allora, sotto il mantello protettivo e autoritario di Isabella cacciarono dalla Spagna ebrei e mori nel 1492, con tanto di decreto regio e questo fu, con ogni probabilità, un elemento fortemente unificante della mentalità, degli usi e dei costumi degli spagnoli, tutti, ad esempio, fortemente cattolici. In seguio, questo percorso si è rafforzato anche per la scoperta dell’America e la nascita dell’Impero spagnolo, ma non in modo tale da esautorare lingue e abitudini dei catalani, che non sono castigliani o valenciani o baschi, con buona pace delle Emma Bonino nostrane, ma anche dei sovranisti ex comunisti.

Prendete i pop corn amici, in questa Europa dei pazzi, ne vedremo ancora delle belle.

2 Commenti

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.