Mappa delle Basi Americane sono la prova della colonizzazione

Non sono affatto antiamericano! La biografia di Michael Jordan mi ha cambiato la vita e proprio stamane mi sono eccitato su youtube nel vedere Daisy Duke di Hazzard che guarnisce il pollame davanti a Zio Jesse in salopette. Insomma, non possiamo farci niente: siamo tutti un po’ americani ed io non voglio miseria e infelicità per questo paese (per nessun paese). Ma se qualcuno al mondo osa dire che l’Europa non è una colonia americana e l’Italia non è la più infima delle sue succursali, bè, scusate il frasario, ma io a costui non posso che dare del coglione.

In questa infografica, vediamo il criterio che ci fa capire, scientificamente e logicamente, che siamo una colonia Usa: la mappa delle basi ameericane nel mondo (fonte: politico.com).

Nonostante abbiano recentemente chiuso centinaia di basi in Iraq e Afghanistan, gli Stati Uniti mantengono ancora circa 800 basi militari in oltre 70 paesi e territori all’estero, dalle gigantesche “Piccole Americhe” alle piccole strutture radar. Gran Bretagna, Francia e Russia, al contrario, hanno circa 30 basi “straniere”.

Secondo i miei calcoli, mantenere basi e truppe all’estero costava da 85 a  100 miliardi all’anno nel 2014; il totale con basi e truppe in zone di guerra è arrivato in un range da 160 a 200 miliardi.

Curioso notare come la minuscola Italia sia evidenziata nella mappa di politico.com. Ciò accade perchè si tratta di zona a particolare densità di basi americane. Un paese che vive fingendo di essere libero e di poter scegliere liberamente le proprie politiche economiche, mentre sta a galla solo perchè l’opinione pubblica si è abituata in un certo modo e gli americani non vogliono instabilità in un’area così strategicamente rilevante in Europa.

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