Le 6 nuove tasse della manovra finanziaria

Io non lo so voi, ma il modo con cui scrivono le manovre finanziarie lo trovo criminale. Indipendentemente dai governi, c’è un uso/abuso di lessico burocratico che fa spavento e davvero, al di là dei luoghi comuni, sembra messo lì apposta affinchè uno non ci capisca nulla. Nel paese del combinato disposto non ci sarebbe nulla di cui stupirsi, se non fosse per i giornalisti che, invece di semplificarne la lettura, talvolta la complicano, come quando titolano a 9 colonne che la Ue ha chiesto delucidazioni sui punti della manovra, ma poi si scordano di chiarirci quali sono questi punti.

Per chi non è interessato all’aspetto “macroeconomico” della manovra (le virgolette sono d’obbligo), bene sarebbe almeno capire attraverso quali nuove tasse prenderanno i soldi. Da quello che mi è parso di capire, le novità sono 6, ma ditemi anche voi se ne ho saltata qualcuna. Le ho divise tra buone e cattive, almeno a mio sindacabile giudizio, posto che non sono certo le tasse che finanziano la spesa pubbblica, anche se così viene sempre fatto credere

NUOVE TASSE “BUONE” (si fa per dire…)

  1. Aumenterà la tassazione sul gioco d’azzardo. La ludopatia è una patologia grave. per risolverla basterebbe vietare il gioco d’azzardo, anche quello tra i minori che frequentano le sale giochi al mare. Aumentare la tassazione su questo tipo di profitti non cancella la patologia manco per niente. Però, almeno, è un segnale.
  2. Tassa sullo zucchero. Da fruitore di bevande e merendine dico GRAZIE. Senza alcuna ironia! Io appartengo a quella categoria di italiani che mangia troppo zucchero, alimento che dà dipendenza e che proprio per questo i produttori di cibo mettono ovunque. Ben venga allora questa tassa. Anzi, sarebbe il caso di arrivare a vietarne l’introduzione in certi prodotti già dolci in natura. La nostra società ha fatto sempre la guerra ai grassi, mentre è dagli zuccheri che arrivano i problemi di salute, come oramai è agli atti anche dell’accademia che fa ricerca in tal senso. Ricordo a chiunque che lo zucchero, ai bei tempi, lo vendevano in farmacia.
  3. Tassa sulla plastica. Greta è stata usata come maglio mediatico. A qualcuno è servita per rifarsi una verginità politica. Ok. Però l’abuso della plastica in tutto il mondo è di una evidenza tale che mi stupisco ogni qualvolta qualcuno propone obiezioni. C’è plastica ovunque, anche e soprattutto laddove un tempo si usavano carta e vetro senza tanto rompere i maroni. La plastica si può tranquillamente abolire. Sulla nuova tassazione, anche in questo caso direi che piuttosto di niente, è meglio piuttosto.

NUOVE TASSE CATTIVE

  1. Aumenta la tassa sugli affitti. Con cedolare secca che passa dal 10% al 12,5%. Forse che forse che aumenteranno gli affitti? E gli affitti sono una cosa dei ricchi o dei poveri? Vabbè. Come direbbe Donnie Brasco, “che te lo dico a fare?”
  2. Aumenta l’imposta di registro. La tassa che riguarda i trasferimenti degli immobili viene triplicata (da 50 a 150 euro, a quanto pare). Sta cosa delle tasse sulla casa deve proprio essere un’ossessione del centrodestra (il centro è il movimento5stelle; il pd la destra)
  3. Aumento dei beni di consumo indirettamente causato dal tetto sul contante e dall’incentivo all’uso della carta di credito. Non è una nuova tassa, ma una tassa occulta. Ai cittadini non cambia apparentemente nulla, ma i venditori avranno un aumento delle commissioni bancarie che riverseranno com’è logico sul prezzo dei prodotti al consumo.

Come previsto, detto e stradetto, la monetizzazione del debito non è possibile rimandendo dentro l’euro. E senza la monetizzazione del debito, addio a investimenti e piena occupazione. Rimangono le quisquilie e pinzillacchere che tanto piacciono ai talk show e di cui anch’io ho appena parlato poco sopra.

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