Elon Musk ai bitcoiners: «è il capitalismo, bellezze»

Oggi mia moglie mi ha mandato a prendere il vino in cantina che il bitcoin era a 40mila dollari. Faccio le scale, scelgo la bottiglia e quando risalgo me lo ritrovo a 37mila. E la colpa di una simile incredibile volatilità – secondo l’ultima generazione di bimbomichia  influencer pseudoeconomici e sapientini – sarebbe di Elon Musk, il visionario patron di Tesla. Devo ridere? E’ dal tempo della bolla dei tulipani in Olanda che quando un prodotto sale verticalmente di prezzo prima o poi verticalmente scende. Il bitcoin era a seimila dollari a marzo 2020, a sessantamila un anno dopo: che (r)azzo centra Elon Musk? Si pensava che lo sapessero anche i bambini come funziona, e invece no: è colpa di Tizio, anzi di Caio oppure di Sempronio, ehm di Elon, reo di aver twittato qualche stupidaggine sulla moneta virtuale più famosa del mondo. Certo! Musk ha mentito spudoratamente, e su questo non ci sono dubbi: lo fece questo inverno, facendo credere ai milioni di suoi follower che avremo usato bitcoin come forma di pagamento (ahahaha). Lo ha rifatto ora, scrivendo che il bitcoin inquina troppo. Si tratta di una minchiata sesquipedale perchè il bitcoin viene generato in prevalenza con energia idroelettrica, cioè con energia rinnovabile, ma anche se fosse vero, Elon Musk lo doveva sapere ben prima di buttare nel calderone delle criptovalute un miliardo e mezzo di dollari. Con Musk ci sono infatti consiglieri finanziari, matematici ed economisti, amministratori ed informatici. Dunque, superfluo aggiungere che del bitcoin egli sapeva tutto e che tutto era calcolato prima. Allora, perchè lo ha fatto? Perchè Musk interpreta bene quello che è il capitalismo nella sua intima essenza: ASSENZA DI REGOLE.

Sempre sui gruppi social dedicati alle criptovalute o sui canali youtube specializzati qualche beota improvvisatosi trader accusa Elon Musk di aggiottaggio, un reato punibile per legge che si basa sulla diffusione di notizie tendenziose in grado di alterare i mercati. Chi scrive queste scemenze non sa che l’aggiottaggio riguarda solo quella tipologia di prodotti finanziari, come le azioni, regolamentato dalla legge, e questo non è il caso dei bitcoin. Per dirla con la consob:

le monete virtuali non hanno corso legale in quasi nessun angolo del pianeta e dunque l’accettazione come mezzo di pagamento è su base volontaria;
le monete virtuali non sono regolate da enti centrali governativi, ma sono generalmente emesse e controllate dall’ente emittente secondo regole proprie, a cui i membri della comunità di riferimento accettano di aderire

Dunque, Elon Musk ha fatto quello che qualsiasi investitore avrebbe fatto se avesse avuto i suoi mezzi ed il suo seguito. Dopo aver contribuito al rialzo del bitcoin, ne ha fatto scendere il corso tramite annunci amplificati online, forse (ma non è ancora dato saperlo) per comprarne ancora di più ad un prezzo più accessibile. Il btc, infatti, era arrivato a sfiorare i 64mila dollari ed in un’ottica di accumulazione, lo storno si rendeva necessario ed auspicabile. Detto questo, rimane la domanda che tutti si fanno: che succede adesso? Il btc è finito? Bisogna approfittarne? Meglio abbandonare il sogno della moneta decentralizzata?

L’idea che voglio far passare con questo blog è sempre stata questa: l’investitore DEVE ragionare in termini strategici e non predittivi. A botta calda, mi verrebbe da dire che il bitcoin deve ancora finire la caduta, perchè gli spike tra le medie mobili sono talmente ampi da lasciar pensare ad un arrivo dalle parti di 20mila. Ma questo non è molto importante, in fondo. Potrebbe tranquillamente ripartire ora e fare nuovi massimi. Il quesito cui occorre rispondere è invece questo:

per uno stratega degli investimenti, è razionale evitare completamente l’acquisto di bitcoin? E’ o non è un settore che impiega informatici, società finanziarie, broker, formatori, consulenti fiscali? E’ sano un portafoglio del XXI secolo che contempli solo azioni e obbligazioni? Se la risposta più logica fosse

«meglio avere anche le cripto nel portafoglio»,

allora dove arrivi il cambio del bitcoin contro euro e contro dollari non assume una particolare importanza, se non per ottenerne delle quote a sconto rispetto ai prezzi pregressi.

2 Commenti

  1. Quando non sanno più cosa dire questi “guru bimbominkia effeminati”, allora è colpa di cosa? Ma ovviamente del solito presunto capitalismo! Come dire che se uno ha un mezzo che fa 200 km all’ora e guida come un pazzo, non è colpa di chi guida se accade qualcosa, ma del mezzo stesso.

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