Odiate la legge ungherese perché siete ipocriti

Per diverso tempo – e in gran parte ancor oggi – l’Ungheria è stata la patria europea della pornografia.

L’orgoglio nazionale dei segaioli d’Italia ad esempio, Rocco Siffredi, risiede a Budapest dove gira la maggior parte dei suoi film e dove da tempo ha trasferito i propri interessi. Convince solo creduloni e farisei, allora, la tesi propinata in queste ore che l’Ungheria sia un paese bigotto ed omofobo. A fronte di un’iperproduzione (anche) gay girata lungo le rive del Danubio che immortala in pose di forte impatto le pratiche sodomitiche con tutti i sottogeneri della sessualità omosessuale ed etero, ora ci tocca subire la periodica predica giornalistica contro Orban ed il suo governo. Una faziosità così demenziale che non si vedeva dai tempi del maccartismo hollywoodiano. Detto più chiaramente, l’Ungheria sta all’omofobia come l’aracnofobia sta all’Uomo Ragno.

Com’è potuto venire in mente questa strampalata narrazione?

Le cause di essa, più che a Bruxelles, stavolta le troviamo in Italia, dove sta per essere approvata una legge “pilota” per introdurre il reato d’opinione. Tramite sofismi giuridici, infatti, tutto un bel giorno potrà essere interpretato come istigazione all’odio. Fanculizzo un signore dalla pelle diversa dalla mia perché mi è passato davanti alle Poste?  RAZZISMO!

Apostrofo con un insulto un signore che mi fa la posta e da 3 ore mi segue in strada per tutta la città? OMOFOBIA!

E avanti con questa solfa.

Ma lasciamo perdere le previsioni e torniamo alla scandalosa Ungheria

La legge che a metà giugno è passata in quel di Budapest si intitola: legge di inasprimento nei confronti della pedofilia ed a difesa dei minori”. Questo titolo dovrebbe insospettire, che dite? A meno che non siate così fuori di testa da confondere l’omosessualità con la pedofilia. Per Orban e soci (la legge è stata approvata in Parlamento con un solo voto contrario) “è dovere dello Stato tutelare l’identità dei minori al momento della nascita vietando di mettere a disposizione di essi materiale pornografico dove la sessualità venga presentata in maniera decontestualizzata”.

Ullallà, e cosa r-azzo vorrà mai dire?

Avete presente quando eravate all’asilo e la maestra NON vi faceva vedere i film porno? Avete presente quando, alla vecchia scuola elementare, gli educatori evitavano di disegnare un’orgia alla lavagna? Vi ricordate di quando, alle medie, i prof evitavano di promuovere l’omosessualità in classe preferendo parlare di letteratura e matematica dato che in queste discipline, e non in altro, si erano laureati?

Si lo so, lo so. Quelli erano pazzi furiosi, beceri bigotti, ma, abbiate pazienza, in Ungheria vorrebbero fare ancora così. Che il diavolo se li porti. In attesa che l’Ungheria sprofondi nell’Ade per queste sue scelte, acquistatevi copia della legge ungherese (così per la prima volta magari la leggete prima di commentarla..) e poi recatevi in un negozio di giocattoli e acquistate la bambol* qui sotto. Ehm, non per voi… stupidoni. Per i vostri figli.

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