Foto di donne afghane disinibite cercansi. Periodo 2001 – 2021

Lo avete notato anche voi? Da quando le milizie talebane (per lo più foraggiate dal Pakistan) hanno sconfitto l’esercito filoamericano e ripreso il controllo dell’Afghanistan, i social ed i media online continuano a proporci foto sbiadite di donne afgane in gonna e sorridenti. Ciò che lasciano intendere è che le donne in Afghanistan prima dell’arrivo dei talebani vivessero libere e disinibite, in minigonna e con i libri in mano.

Nientepopodimenoche!

Allora uno quando vede solo foto vecchiotte e in bianco e nero che fa? Approfondisce, e poi scopre ciò che sapeva anche prima, e cioè che le donne afghane hanno avuto un periodo di liberalizzazione in alcuni periodi della storia dell’area, ma molto ristretti nel tempo e risalenti soprattutto alla dominazione sovietica. A quanto pare l’immagine più famosa che circola in rete e che ritrae tre donne in gonna corta verrebbe addirittura dall’Iran e non dall’Afghanistan. Capisco l’attitudine mediatica a mentire, ma l’Iran è un paese, mente l’Afghanistan un altro. Ad ogni buon conto è senz’altro vero che – sulla carta – le donne afghane ottennero la parità con gli uomini dopo la cacciata dei talebani e la Costituzione del 2004, però questa insistenza a veicolare immagini di donne afghane ‘libere e belle’ mi ha insospettito non poco ed ho provato a cecare in rete.

A tal proposito approfitto anche per chiedere scusa a tutti gli Umberto Eco che guidano la nazione italiana per non avere avuto il tempo di andare a Kabul negli ultimi 20 anni e dunque si, anch’io faccio parte della pletora di imbecilli che si informa in Rete e non sui famosissimi libri di storia afghana scritti a Washington…

Tornando a noi, cari amici, cosa emerge sulla condizione della donna in Afghanistan durante il periodo eccitante dell’Enduring Freedom che va dal 2001 all’inizio del 2021? Al netto dell’eliminazione del burqa, pare che i militari governativi, e quindi eterodiretti dagli americani e dal resto della coalizione, si divertissero a violentare adolescenti e bambini. Spesso maschi, quindi ai margini del dibattito sui diritti delle donne, ma a me non è parsa comunque una cosa carina. Sono maschilista?

Nel corso del 2015, su fatti avvenuti a partire dal 2010, sui tabloid  emerse la notizia che il maggiore americano Jason Brezler era stato espulso dall’esercito per aver avvertito i colleghi marines che il comandante della polizia afghana abusava sessualmente di ragazzini.

Circa due settimane dopo che il maggiore Brezler ha inviato la nota via email, uno dei ragazzi più grandi che era stato abusato dal capo della polizia Sarwar Jan, ha afferrato un fucile e ha ucciso tre marines.

Secondo quanto riportato dal Times, il maggiore Brezler e un altro marine avevano convinto le autorità afghane ad arrestare il comandante per corruzione e sostegno ai talebani e rapimento di minorenni.

Tuttavia, due anni dopo, Sarwar Jan è tornato con un’altra unità, lavorando presso la Forward Operating Base (FOB) degli Stati Uniti di Delhi, nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan.

Il maggiore Brezler – venuto a conoscenza della nuova posizione di prestigio del comandante della polizia afghana – ha allora inviato un’e-mail agli ufficiali della marina al FOB Delhi, avvertendoli di Jan e allegando un dossier su di lui.

«Il 10 agosto 2012, uno dei ragazzi abusati, un diciassettenne, ha ucciso tre marines: Lance Cpl. Gregory Buckley, 21 anni; Il sergente maggiore Scott Dickinson, 29 anni; e Cpl. Richard Rivera Jr., 20. Anche se ha subito cinque ferite da arma da fuoco, un quarto marine è sopravvissuto per miracolo».

Ma chi è sto maggiore Brezler che ha avuto l’ardire di denunciare il tutto? Un veterano dell’Iraq e dell’Afghanistan che prestava servizio in distacco nella Riserva dei Marines mentre era dipendente dei vigili del fuoco di New York: è l’unico membro del servizio americano che è stato punito nelle indagini seguite agli omicidi.

“In una delle udienze del maggiore Brezler, gli avvocati dei Marines hanno avvertito che le informazioni sulla propensione del comandante della polizia afgana ad abusare dei ragazzi erano “riservate”, ha rivelato il NYT, osservando che il Corpo dei Marines aveva avviato un procedimento per rimuovere Brezler.

Un alto funzionario del Dipartimento della Marina a seguito delle sue rivelazioni ha deciso di confermare il congedo disonorevole del maggiore Brezler per la sua gestione di “informazioni riservate”.

Traduco?

L’esercito afghano durante la simpatica e osannata enduring freedom abusava di adolescenti e quando un marine si è permesso di far notare la cosa, lo hanno subito licenziato.

Secondo il times, alle truppe statunitensi in Afghanistan era stato detto di ignorare lo stupro di minori da parte dei loro alleati afghani.

“Di notte possiamo sentirli urlare, ma non ci è permesso fare nulla al riguardo”. Questo quanto riferito ad esempio da Gregory Buckley senior, il padre di uno dei militari uccisi pe vendetta e divenuto un caso celebre in tutti gli Stati Uniti, ricordando quanto riferitogli dal figlio prima di essere ammazzato nel 2012.

“Mio figlio mi ha riferito che i suoi ufficiali gli avevano detto di guardare dall’altra parte perché è la loro cultura”

L’abuso sessuale di ragazzi afghani da parte di uomini al potere, noto come Bacha Bazi (“gioco da ragazzi”), è un’usanza secolare in Afghanistan che poco o nulla ha a che fare con i talebani.

Detto in modo più chiaro, i talebani si comportano esattamente come i loro predecessori in Afghanistan e sarebbe ora di piantarla di pensare ai diritti umani e civili come a qualcosa di definitivo e scolpito nella pietra. Ogni popolo ha la sua visione di cosa siano i diritti e, ad essere perfidi, si potrebbe persino dire che la maggior parte degli abitanti del pianeta ha un’idea sui diritti molto diversa dalla nostra. Non so se le foto delle donne in minigonna degli anni ’70 aiutino qualcuno a sentirsi migliore. Io cerco quelle dal 2001 al 2021, anni di dominazione americana, e non trovo nulla, se non articoli di abusi su minorenni.

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